Cagliari, rigassificatore al Porto Canale: ecco la sentenza del Tar
Il Tar del Lazio mette fine a un lungo stallo amministrativo sul progetto per la realizzazione di un terminale di GNL nel Porto Canale di Cagliari. Con una sentenza destinata ad avere effetti immediati, il tribunale amministrativo ha dichiarato illegittimo il silenzio delle amministrazioni statali sul procedimento avviato dalla societĆ Sardinia Lng srl, ordinando allo Stato di concludere lāiter autorizzativo con un provvedimento espresso entro trenta giorni.
La decisione riguarda il progetto di un impianto di stoccaggio di gas naturale liquefatto e terminale di rigassificazione, presentato nel 2017 e rimasto bloccato per anni nonostante il completamento dellāistruttoria tecnica e ambientale. Secondo i giudici amministrativi, la mancata conclusione del procedimento viola i principi di efficienza e buon andamento dellāazione amministrativa.
Il progetto energetico fermo dal 2017
La vicenda nasce il 13 giugno 2017, quando la societĆ proponente presenta lāistanza per realizzare un terminale per il gas naturale liquefatto nel porto industriale di Cagliari. Lāimpianto avrebbe dovuto comprendere infrastrutture di stoccaggio e un terminale di rigassificazione destinato alla distribuzione del gas.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, avvia il procedimento amministrativo poche settimane dopo. Il progetto attraversa le fasi di verifica previste dalla normativa energetica e ambientale italiana.
Nel marzo 2021 arriva anche il giudizio positivo di Valutazione di Impatto Ambientale, firmato dal Ministero della Transizione Ecologica ā oggi Ministero dellāAmbiente e della Sicurezza Energetica ā dāintesa con il Ministero della Cultura.
A quel punto, lāistruttoria tecnica risulta sostanzialmente conclusa.
Lāostacolo dellāintesa con la Regione
Nel gennaio 2023 il Ministero dellāAmbiente comunica agli enti coinvolti che lāistruttoria può considerarsi chiusa favorevolmente. Tuttavia manca un passaggio decisivo: lāintesa con la Regione Sardegna, prevista dalla normativa per autorizzare infrastrutture energetiche strategiche.
Lāassenza di questa intesa blocca di fatto lāiter autorizzativo. La societĆ proponente continua a sollecitare la conclusione del procedimento, mentre le amministrazioni restano ferme senza adottare alcun atto definitivo.
Nel dicembre 2024 il ministero chiede ulteriore documentazione alla societĆ , tra cui unāanalisi costi-benefici dellāopera, prospettando la possibilitĆ di rimettere la decisione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche dopo la consegna dei documenti richiesti, però, lāiter non riparte.
A quel punto lāazienda decide di rivolgersi alla giustizia amministrativa. La sentenza: illegittimo il silenzio dello Stato
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio accoglie il ricorso della società e stabilisce che il procedimento autorizzativo non può restare fermo indefinitamente.
La normativa di riferimento prevede infatti che lāautorizzazione per impianti di rigassificazione GNL venga rilasciata attraverso un procedimento unico da concludere entro 200 giorni. Nel caso in esame, questo termine risulta ampiamente superato.
Per i giudici amministrativi, il comportamento delle amministrazioni viola il principio di efficienza dellāazione pubblica. Il tribunale accerta quindi lāillegittimitĆ del silenzio amministrativo e ordina allo Stato di concludere il procedimento con un atto espresso.
Il termine fissato dalla sentenza ĆØ di 30 giorni dalla notifica del provvedimento.
Possibile intervento del Consiglio dei Ministri
La decisione del Tar introduce anche un secondo passaggio nel caso in cui lo stallo dovesse continuare.
Se la Regione Sardegna non dovesse esprimere lāintesa entro il termine stabilito, le amministrazioni centrali dovranno attivare una procedura prevista dalla normativa sulle infrastrutture strategiche. Questa procedura consente di rimettere la decisione finale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che può intervenire per superare il mancato accordo tra Stato e Regione.
Il tribunale ha ritenuto necessario questo meccanismo proprio per evitare situazioni di paralisi amministrativa.
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Una decisione che riapre il dossier energetico
La sentenza riporta al centro del dibattito il progetto del rigassificatore nel Porto Canale di Cagliari, unāinfrastruttura energetica considerata strategica per la diffusione del gas naturale liquefatto e per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
Il pronunciamento non autorizza automaticamente la costruzione dellāimpianto, ma costringe le amministrazioni a prendere una decisione chiara: approvare il progetto oppure respingerlo con motivazioni formali.
Dopo quasi nove anni di procedimento amministrativo, il caso torna quindi sul tavolo delle istituzioni con una scadenza precisa.
La sentenza del Tar segna un passaggio decisivo: lo Stato non può lasciare sospeso un progetto infrastrutturale per anni senza una decisione formale.
GiĆ il 7 febbraio 2025 il consigliere regionale Alberto Urpi aveva presentato unāinterrogazione allāAssessore dellāIndustria della Regione, chiedendo di chiarire le ragioni del mancato rilascio dellāintesa regionale necessaria per lāautorizzazione del terminal e sollecitando una decisione rapida per garantire la disponibilitĆ di gas metano nel Sud Sardegna.
Ā«Questa sentenza ā dichiara Alberto Urpi ā conferma quello che sosteniamo da tempo: non ĆØ accettabile che unāinfrastruttura strategica resti bloccata per anni senza una decisione. Il Sud Sardegna ha bisogno di gas metano subito, per ridurre i costi energetici per famiglie e imprese e per sostenere il sistema produttivoĀ»