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No alla violenza, sì a relazioni sane: nelle scuole di Quartu arriva l’educazione all’affettività

Il progetto, pagato dal Comune. è rivolto agli studenti delle secondarie. I giovani alunni saranno seguiti da psicologi e pedagogisti: i dettagli
La Redazione

Educazione all’affettività, Quartu in campo

Nelle scuole si formano le prime relazioni affettive, le dinamiche di gruppo, la consapevolezza di sé e dell’altro.

È il luogo più opportuno dove agire per prevenire la violenza relazionale e di genere, dove promuovere rispetto, empatia e strumenti per affrontare i conflitti. Con questi presupposti nasce il progetto sperimentale “Educazione all’affettività e prevenzione della violenza relazionale”, promosso dall’Amministrazione comunale di Quartu Sant’Elena.

La proposta progettuale è rivolta alle studentesse e agli studenti della scuola secondaria di primo grado.

Un percorso di educazione affettiva e prevenzione della violenza relazionale finalizzato a promuovere una maggiore consapevolezza nelle dinamiche interpersonali e a prevenire fenomeni di violenza di genere attraverso lo sviluppo di adeguate competenze emotive, comunicative e relazionali.

Diverse le scuole che si sono da subito dimostrate interessate e hanno infatti aderito al progetto, che avrà inizio il prossimo 5 marzo.

Sono la ⁠classe 3°D di via Bach ((IC 4), la 3°D di via Tiziano (IC 1-2), la 3°E di via Turati (IC 1-2) e la 3°D di via Perdalonga (IC 5).

I corsi saranno tenuti da psicologi e pedagogisti che si occupano professionalmente di questi temi.

Diversi i laboratori che verranno proposti ai ragazzi: attraverso musica, immagini e colori, realizzeranno collage e mappe emotive utili a riconoscere sentimenti.

Sono inoltre previsti giochi di ruolo per riprodurre classici episodi scolastici, incentrati sui temi dell’esclusione, delle prese in giro, dei litigi, con i vari gruppi impegnati nell’interpretazione delle situazioni e poi in una discussione che favorisca l’empatia e il pensiero critico.

Infine, con la costruzione collettiva di una storia partendo da un conflitto, i ragazzi potranno creare un racconto illustrato, un’audio-storia o un fumetto.

“In questi anni abbiamo costruito, in stretta collaborazione con le scuole del territorio, un percorso ricco di progettualità. Dall’ascolto costante di dirigenti e docenti è emerso con chiarezza che le iniziative capaci di incidere realmente sono quelle che puntano a migliorare la qualità delle relazioni tra pari, rafforzando consapevolezza, rispetto e senso di responsabilità", spiega l’assessora comunale alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta. 

"Quando poi l’educazione passa attraverso l’esperienza diretta, con laboratori e attività che coinvolgono attivamente ragazze e ragazzi, il risultato è ancora più significativo".

“Questo progetto nasce come proposta sperimentale riguardo un tema quanto mai attuale e urgente. Investire sull’educazione all’affettività e sulla prevenzione della violenza relazionale significa fornire ai giovani strumenti fondamentali per leggere e gestire le emozioni, affrontare i conflitti e costruire relazioni sane", prosegue l’esponente della Giunta Milia.

"Sono competenze utili oggi tra i banchi di scuola ma anche domani nel percorso di crescita personale e nel mondo del lavoro. Intervenire prima, sul piano culturale, è una politica assolutamente più efficace, oltre che più sagace".

Entusiasti anche i dirigenti scolastici

Aurelia Orrù, Istituto Comprensivo Statale numero 5: “Il progetto affronta un tema cruciale: educazione affettiva e competenze emotive per prevenire la violenza".

"Chi lavora con gli adolescenti sa quanto i cambiamenti sociali e l’uso dei dispositivi digitali abbiano modificato le modalità di relazione, vanno accompagnati verso rapporti sani".

Matteo Altea, a capo dell’Istituto Comprensivo Statale 1-2: “Nel nostro Istituto crediamo che educare all’affettività significhi prendersi cura della crescita autentica dei nostri ragazzi".

"La scuola secondaria è un passaggio delicato. Offrire spazi di ascolto e strumenti per riconoscere le emozioni aiuta a sviluppare empatia e responsabilità".

“Il progetto svolge un ruolo importante al compito educativo a cui la scuola è deputata", aggiunge la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo 4 Cinzia Sciò.

"I ragazzi e le ragazze spesso si trovano esposti a modelli comportamentali e a valori inadeguati e negativi".

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