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Incubo barbonismo domestico: casi in forte aumento a Cagliari

“L’accumulo patologico di rifiuti e le precarie condizioni igienico-sanitarie compromettono la salute individuale e collettiva”. Si muove il Comune
Ennio Neri

Protocollo barbonismo domestico Cagliari: rete contro il disagio

Nel territorio comunale di Cagliari emerge con sempre maggiore frequenza una forma di disagio abitativo grave e spesso invisibile. Il barbonismo domestico, noto anche come disposofobia, colpisce persone che vivono tra le mura di casa ma affrontano condizioni simili a quelle di chi non possiede una dimora. L’accumulo patologico di rifiuti, l’isolamento sociale e le precarie condizioni igienico-sanitarie compromettono la salute individuale e collettiva.

Queste situazioni generano rischi concreti per la salute pubblica, favoriscono la proliferazione di infestanti, diffondono cattivi odori e aumentano il pericolo di incendi e cedimenti strutturali. Il disagio non riguarda solo il singolo individuo ma coinvolge l’intera comunità urbana.

Una risposta coordinata e interistituzionale

Il Comune di Cagliari ha scelto un approccio strutturato e condiviso. L’amministrazione ha istituito un Tavolo Tecnico Interistituzionale permanente dedicato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. Il progetto prende il nome evocativo di Bussare alla porta di casa: gli invisibili”.

Il tavolo riunisce Servizi Sociali, Polizia Locale, Dipartimento di Salute Mentale, Servizio di Igiene Pubblica, Servizio Veterinario, Tribunale di Cagliari e Procura della Repubblica, insieme ai settori comunali dell’igiene urbana, dell’ambiente e delle politiche abitative. Questa rete garantisce interventi tempestivi e coerenti.

Obiettivi chiari e azioni concrete

Il Protocollo barbonismo domestico Cagliari punta a prevenire i casi, intercettare precocemente le situazioni a rischio e gestire gli interventi in modo rispettoso dei diritti fondamentali. Il piano promuove la tutela della salute psicofisica, la sicurezza di persone e beni e la permanenza nel domicilio quando possibile.

Il progetto favorisce percorsi terapeutici personalizzati, attività formative per gli operatori e iniziative informative rivolte alla cittadinanza. Le istituzioni condividono dati, competenze e responsabilità per ridurre le emergenze e migliorare l’efficacia delle risposte.

Un modello per la città del futuro

Il protocollo si inserisce nel nuovo PLUS 2026-2028 della città di Cagliari e rappresenta uno strumento operativo fondamentale per l’inclusione sociale. La collaborazione tra enti rafforza la capacità di leggere il disagio prima che esploda e di accompagnare le persone fragili verso percorsi di cura e reintegrazione.

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