A Cagliari la prima pietra d’inciampo per Mario Giovanni Pani
La città di Cagliari rende omaggio alla memoria di Mario Giovanni Pani, giovane vittima della deportazione nazifascista. Nella tarda mattinata di oggi, lunedì 9 marzo 2026, il sindaco Massimo Zedda ha partecipato alla posa della prima pietra d’inciampo nel capoluogo sardo, collocata in viale Sant’Avendrace all’altezza del civico 112, nel punto dove un tempo sorgeva l’abitazione del deportato.
La cerimonia ha rappresentato un momento storico per la città: per la prima volta anche Cagliari entra nel circuito europeo delle Stolpersteine, il progetto di memoria diffusa ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime del nazismo.
La cerimonia al liceo Siotto Pintor
La giornata commemorativa è iniziata alle ore 10 nell’aula magna del Liceo classico Siotto Pintor, in viale Trento. L’incontro pubblico ha coinvolto studenti, docenti, istituzioni e associazioni impegnate nella tutela della memoria storica.
All’evento hanno preso parte il sindaco Massimo Zedda, la nipote del deportato Daniela Pani e diversi rappresentanti delle organizzazioni antifasciste promotrici dell’iniziativa. Tra loro Alberto Bocchetta dell’ANPPIA, Walter Falgio dell’ISSASCO, Carmen Meloni dell’ANED e Lidia Roversi dell’ANPI. Presente anche il dirigente scolastico Aldo Pillittu.
Gli interventi hanno ricostruito la vicenda del giovane cagliaritano e hanno sottolineato l’importanza della memoria storica, soprattutto per le nuove generazioni.
La posa della prima pietra d’inciampo
Al termine dell’incontro istituzionale i partecipanti si sono spostati in viale Sant’Avendrace, dove è stata collocata la pietra d’inciampo dedicata a Mario Giovanni Pani.
Il piccolo blocco di pietra con la piastra in ottone riporta i dati essenziali della sua storia: il nome, l’anno di nascita, la deportazione e il luogo della morte. La pietra è stata installata proprio nel punto in cui sorgeva la sua casa, oggi non più esistente.
L’obiettivo delle pietre d’inciampo consiste nel riportare la memoria delle vittime nei luoghi della vita quotidiana, affinché cittadini e passanti possano fermarsi e ricordare.
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La storia di Mario Giovanni Pani
Mario Giovanni Pani nasce a Cagliari il 9 marzo 1923. Nel gennaio 1942 si arruola nella Regia Marina e nel maggio del 1943 giunge a La Spezia.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il giovane marinaio diventa uno dei tanti militari italiani rimasti senza ordini e costretti a nascondersi per evitare la cattura da parte delle truppe naziste e fasciste. Trova rifugio nelle campagne liguri grazie all’aiuto di un gruppo di partigiani sardi, tra cui il pretore Dino Col.
Successivamente si stabilisce a Genova, dove viene arrestato nel luglio del 1944.
La deportazione nei lager nazisti
Il 17 agosto 1944 Pani è nel campo di transito di Bolzano. Dopo alcune settimane, il 5 settembre, termina nel cosiddetto “Trasporto 81”, composto da oltre quattrocento deportati politici italiani diretti al campo di concentramento nazista di Campo di concentramento di Flossenbürg.
Dopo due giorni di viaggio in un vagone destinato al trasporto di bestiame, il giovane arriva nel lager dove riceve il numero di matricola 21735 e riceve il triangolo rosso riservato ai prigionieri politici.
Il 30 settembre 1944 eccolo nel sottocampo di Hersbruck concentration camp, uno dei luoghi più duri del sistema concentrazionario nazista. Qui i prigionieri lavorano in condizioni disumane alla costruzione di gallerie destinate a ospitare impianti militari.
Sfinito dalla fame, dal freddo e dalle violenze, Pani l’8 marzo 1945 giunge nel campo di Bergen-Belsen concentration camp, destinato ai prigionieri ormai allo stremo. Muore pochi giorni dopo, a soli 22 anni, senza cure e in condizioni igieniche drammatiche.
L’esercito britannico libererà il campo il 15 aprile 1945. Tra le vittime di quel luogo figurano anche Anne Frank e la sorella Margot Frank.
Memoria e nuove iniziative
Le pietre d’inciampo rappresentano oggi uno dei più diffusi progetti di memoria europea. Anche in Sardegna negli ultimi anni diverse comunità hanno aderito all’iniziativa, ricordando deportati originari dell’isola.
La posa della pietra dedicata a Mario Giovanni Pani segna quindi un passaggio importante per la città di Cagliari, che entra ufficialmente nella rete dei luoghi della memoria dedicati alle vittime del nazifascismo.
Nel pomeriggio le iniziative proseguono nell’aula consiliare del Palazzo civico con la presentazione del volume Storie di deportazione femminile, curato da Alberto Bocchetta, dedicato alle vicende delle donne perseguitate dal regime nazifascista.