Ciclone Harry e crisi climatica: nuova sfida per il Poetto di Cagliari
Ciclone Harry e crisi climatica: nuova sfida per il Poetto di Cagliari. Il Poetto ha subito pesantemente il passaggio del ciclone Harry, che ha scaricato detriti, rifiuti e buste di plastica lungo il litorale. La città ha reagito rapidamente: cittadine e cittadini, associazioni, volontari e istituzioni hanno dato vita a una raccolta straordinaria dei rifiuti, che ha restituito un minimo di normalità a un tratto di costa fragile e vulnerabile.
L’assessore comunale all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu ha commentato: “Decine di buste di plastica e rifiuti raccolti grazie alla collaborazione tra cittadine e cittadini, associazioni, volontari e istituzioni. La situazione del Poetto è il segno concreto di una crisi climatica che non deve essere trattata come evento remoto, ma come dato strutturale”.
- Leggi anche: Cagliari, dopo il ciclone i volontari ripuliscono il Poetto: “Raccolti quintali di rifiuti”
Pulizia e responsabilità collettiva
La raccolta ha preso avvio con il sole e si è conclusa sotto la pioggia, mostrando quanto sia necessario affrontare i danni provocati da eventi estremi come il ciclone. Secondo Lecis Cocco Ortu, “Prendersi carico insieme di un territorio fragile” rappresenta il vero significato dell’iniziativa.
Il gesto di pulizia resta fondamentale, ma non basta. “La risposta non sarà solo ripulire, ma cambiare approccio”, ha ribadito l’assessore, sottolineando come la città debba integrare la gestione dei rifiuti in una pianificazione urbana sostenibile.
Pianificazione urbana e adattamento climatico
Il Comune di Cagliari lavora ora agli aggiornamenti del Piano di Utilizzo dei Litorali e al nuovo Piano Urbanistico Comunale, strumenti che guideranno interventi capaci di leggere e adattarsi ai cambiamenti climatici. “I fenomeni estremi sono la nuova normalità”, ha dichiarato Lecis Cocco Ortu. La linea di costa arretra, gli equilibri ambientali mutano e la città deve agire in anticipo per proteggere cittadini e territori.
Guardare oltre il “com’era prima”
Secondo l’assessore, pensare di riportare tutto allo stato precedente al ciclone costituisce una scorciatoia consolatoria: “Pensare di ripristinare com’era prima è una scorciatoia consolatoria che non regge alla realtà”. La città deve ripensare modelli urbani, pratiche e confini, integrando ecosistemi e vita quotidiana in una strategia concreta di resilienza urbana.