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Pasqua, ecco cosa non può mancare sulla tavola di un cagliaritano

Dallo zafferano del Campidano all’agnello IGP, il pranzo pasquale nel capoluogo sardo resiste
Paolo Rapeanu

Pasqua a Cagliari, cosa mangiare: i piatti tipici della tradizione

Pasqua a Cagliari, cosa mangiare: i piatti tipici della tradizione. Dallo zafferano del Campidano all’agnello IGP, il pranzo pasquale nel capoluogo sardo resiste come pilastro identitario nonostante l’inflazione e l’aumento dei costi delle materie prime.

A Cagliari la Pasqua non si siede a tavola semplicemente per consumare un pasto, ma per officiare un rito collettivo. È un’esperienza sensoriale che attraversa i secoli, un mix di profumi che sanno di zafferano, finocchietto selvatico e di quel calore tipico delle case campidanesi che, per l’occasione, aprono le porte a parenti e amici in un’estensione infinita della convivialità. Onorare la tradizione cagliaritana doc significa seguire uno spartito gastronomico preciso, dove ogni ingrediente racconta una storia di terra, di pastori e di orti urbani.

Tuttavia, l’edizione 2026 della festività deve fare i conti con un’attualità economica complessa, dove il paniere pasquale ha subito ritocchi verso l’alto, mettendo alla prova la resilienza delle famiglie.

L’apertura nel segno dei mustajoni

Il pranzo inizia ufficialmente con l’antipasto, ma è un preambolo che ha già il sapore della festa. Prima di passare alle portate calde, la tavola viene imbandita con i grandi classici regionali: la salsiccia sarda secca, tagliata rigorosamente a coltello, e il pecorino sardo dop, nelle sue varianti dolce o maturo. Ma il vero tocco cagliaritano è rappresentato dai mustajoni. I ravanelli freschi, con la loro nota piccante e croccante, non sono un semplice contorno, ma un elemento funzionale: vengono sgranocchiati tra un salume e l’altro per pulire la bocca e preparare il palato ai sapori forti che seguiranno. Quest'anno, la produzione locale di ortaggi ha risentito delle anomalie climatiche invernali, portando i prezzi del fresco nei mercati cittadini come San Benedetto a subire un leggero incremento.

Primi piatti la sfida tra malloreddus e su succu

Sui primi piatti la scelta spesso divide le famiglie, ricalcando antiche eredità campidanesi. Da una parte i malloreddus alla campidanese, con il ragù di salsiccia fresca profumato allo zafferano e una pioggia di pecorino grattugiato. Dall’altra, la tradizione più antica e ricercata punta su su succu. Tipico di alcune zone del cagliaritano e del sud Sardegna, si tratta di una pasta sottile simile ai tagliolini, cotta in un brodo di carne ristrettissimo fino a totale assorbimento, condita generosamente con zafferano e formaggio fresco che, sciogliendosi, crea una filatura perfetta. È un piatto di estrema complessità tecnica e dal costo non indifferente, dato che lo zafferano di San Gavino, l'oro rosso dell'isola, ha mantenuto quotazioni elevate, confermandosi uno degli ingredienti più preziosi della dispensa sarda.

L’agnello e il carciofo spinoso il binomio sacro

Il re indiscusso della festa resta su scovargiu, l’agnello di Sardegna IGP. La Pasqua cagliaritana non esiste senza questa carne tenera, preparata principalmente in due modi. L’arrosto, allo spiedo o al forno con le patate, è il metodo che esalta la purezza del prodotto. Ma è la preparazione in umido con i carciofi a rappresentare il vero matrimonio sacro del territorio. Il carciofo spinoso di Sardegna è nel pieno della sua stagione e la sua nota amarognola bilancia la dolcezza della carne d’agnello. Nonostante le fluttuazioni dei prezzi della carne i consumatori non rinunciano alla qualità certificata IGP.

Contorni di freschezza e il finale dolce

Per stemperare la grassezza del pranzo, la tavola offre sempre un pinzimonio fresco. Oltre ai carciofi cucinati, non mancano mai quelli crudi, tagliati finemente e conditi con olio e limone, insieme a sedano e finocchi. È una pausa necessaria prima del gran finale dedicato ai dolci. Le pardulas sono le regine assolute. Tortine di sfoglia croccante con un ripieno di ricotta o formaggio, zafferano e scorza di agrumi. A Cagliari si prediligono belle cicciotte e solari, simbolo di rinascita. Accanto a loro, su coccoi cun s'ou, il pane artistico pasquale con l'uovo sodo incastonato. Un gioiello di panificazione che spesso viene donato ai bambini come segno di benedizione.

Il tutto viene innaffiato da un Cannonau generoso e strutturato, capace di reggere l’urto dei sapori campidanesi. Mentre le pardulas trovano il loro compagno ideale in un Moscato di Cagliari o in una Malvasia ghiacciata. È un pranzo che richiede tempo, dedizione e passione, perché a Cagliari la domenica di Pasqua non è mai una questione di fretta.

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