Il nuovo stadio di Cagliari entra in una fase decisiva, ma le distanze tra il club rossoblù e il Comune restano significative. Il Cagliari Calcio ha chiesto a palazzo Bacaredda di mettere nero su bianco le osservazioni sul piano economico e finanziario giĆ depositato, per capire quali ostacoli rallentano il via libera alla gara dāappalto per il futuro āUnipol Domus-Gigi Rivaā.
Il confronto rappresenta uno degli ultimi passaggi burocratici prima dellāavvio dellāiter definitivo per un impianto da circa 200 milioni di euro. Tuttavia, due nodi centrali dividono ancora le parti.
Il nodo del canone annuale
Durante unāinterrogazione del consigliere Giuseppe Farris, lāassessore comunale allo Sport Giuseppe Macciotta ha evidenziato due questioni sostanziali. La prima riguarda il canone annuo proposto dal club: 50 mila euro per lāutilizzo dellāimpianto.
Il Comune giudica la cifra troppo bassa rispetto al valore dellāoperazione e allāinteresse pubblico coinvolto. Gli uffici di palazzo Bacaredda lavorano ora a una proposta alternativa che possa trovare lāintesa con la societĆ guidata da Tommaso Giulini.
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Dal canto suo, il Cagliari ritiene il canone allineato a quello versato da altre societĆ di Serie A per impianti analoghi e difende la sostenibilitĆ economica del piano presentato.
Diritto di superficie e interesse pubblico
Il secondo ostacolo riguarda il diritto di superficie per 50 anni richiesto dal club. Il Comune teme un conflitto con lāinteresse pubblico e solleva dubbi sulla possibilitĆ che tale formula limiti lāutilizzo futuro dellāarea. Inoltre, Palazzo Bacaredda segnala il rischio di eventuali garanzie ipotecarie a favore degli istituti finanziatori coinvolti nellāoperazione.
La società rossoblù considera invece il diritto di superficie uno strumento indispensabile per garantire solidità finanziaria e attrarre investitori, elemento chiave per dare concretezza al progetto. Ed è dell'avviso che in ogni caso lo stadio, trascorsi i 50 anni, tornerebbe in mano all'amministrazione comunale.
Vertice a Roma per Euro 2032
Nonostante le distanze, le parti hanno giĆ avviato approfondimenti tecnici per superare le criticitĆ . Questo pomeriggio ĆØ in programma un incontro a Roma, al ministero competente, per aggiornare lāiter dei lavori e verificare i tempi del progetto.
Lāobiettivo strategico resta chiaro: portare a Cagliari le gare di UEFA Euro 2032. Il nuovo stadio rappresenta infatti una condizione essenziale per candidare il capoluogo sardo tra le cittĆ ospitanti.
Il dialogo prosegue tra esigenze di sostenibilitĆ economica e tutela dellāinteresse pubblico. La partita sul nuovo stadio entra ora nel momento più delicato: trovare unāintesa significherĆ sbloccare un investimento storico per la cittĆ e aprire una nuova era per il calcio cagliaritano.