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Nuovo stadio, Comune e Cagliari calcio verso l’accordo: ma il canone resta “troppo basso”

Superati gli ostacoli del diritto di superficie e dei parcheggi. Frecciata di Macciotta a Giulini
Ennio Neri

Nuovo stadio del Cagliari, assessore Macciotta in aula: risolti due problemi su 3

Il percorso verso la realizzazione della nuova casa del Cagliari Calcio si delinea attraverso un confronto tecnico sempre più serrato. Oggi in consiglio comunale l’assessore all Sport Giuseppe Macciotta, ha fatto il punto della situazione, evidenziando come l’amministrazione abbia lavorato in questo anno e mezzo per riattivare i 50 milioni di euro della Regione e superare i vincoli ambientali. Tuttavia, il cuore della discussione resta il Piano Economico e Finanziario (PEF) depositato dal club a dicembre 2025, un documento che ha fatto emergere tre nodi critici, di cui solo uno risulta ancora irrisolto.

Diritto di superficie e Ipoteca: la protezione del bene pubblico

Il primo grande punto di scontro riguardava la possibilitĆ  per il Cagliari Calcio di accendere un’ipoteca sullo stadio per garantire i finanziamenti bancari. L’amministrazione ha opposto un rifiuto categorico a questa ipotesi, giudicando inaccettabile il rischio che, in caso di default della societĆ , una banca potesse espropriare l’impianto. La soluzione adottata prevede il mantenimento del diritto di superficie, che restituirĆ  la proprietĆ  alla cittĆ  dopo 50 anni, ma con un emendamento alla convenzione che cancella ogni riferimento all’ipoteca. Le condizioni di bancabilitĆ  dovranno quindi essere garantite dalla societĆ  senza alcun obbligo di garanzia o rischio di perdita del bene da parte del Comune.

La gestione dei parcheggi: ritorno al modello pubblico

Un secondo scoglio riguardava la gestione delle aree di sosta, inizialmente prevista come privata all'interno del Pef. Anche in questo caso, il Comune ha ottenuto una modifica sostanziale: la gestione dei parcheggi non sarĆ  affidata alla societĆ  sportiva ma rimarrĆ  regolamentata come avviene attualmente per il resto della cittĆ . Questa scelta garantisce che un servizio essenziale per la viabilitĆ  cittadina resti sotto il controllo diretto dell'amministrazione, evitando monopoli privati su aree strategiche limitrofe allo stadio.

Il nodo del canone: la partita resta aperta

Se i primi due temi sono stati definiti, l'unico vero elemento di stallo rimane l'entitĆ  del canone annuo che il Cagliari dovrebbe versare al Comune. La cifra proposta dal club ĆØ di 50 mila euro, un importo che l'assessore Macciotta ha definito esiguo e incapace di garantire l'interesse pubblico. Nonostante la societĆ  sostenga che un aumento del canone renderebbe il piano finanziario insostenibile, il Comune non sembra intenzionato a cedere. Si cerca un punto di equilibrio che permetta al progetto di reggere economicamente senza svendere una risorsa pubblica. Un passaggio obbligato prima di poter bandire la gara europea.

La bacchettata a Giulini: vicende private e iter pubblico

L'assessore Macciotta non ha risparmiato una critica diretta al presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, definendo "infelice" la sua recente dichiarazione che legava la cessione di quote della societĆ  all'andamento del progetto stadio. Macciotta ha rimarcato con fermezza che le vicende societarie e le trattative private del club sono assolutamente slegate dall'iter approvativo del Comune. La competenza dell'amministrazione riguarda esclusivamente la regolaritĆ  tecnica e l'interesse collettivo. Elementi che esulano dalle dinamiche interne della societĆ  sportiva. E che non possono essere usati come leva o giustificazione per accelerazioni o rallentamenti burocratici.

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