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Nuovo stadio di Cagliari miraggio dopo 10 anni: “Costi aumentati e troppe criticità per costruirlo”

Il capogruppo FdI Pierluigi Mannino attacca: “Serve uno stadio moderno, ma il progetto attuale presenta troppe criticità”
Paolo Rapeanu

Cagliari e il nuovo stadio, “incubo” lunghissimo: dopo 10 anni non c’è la posa della prima pietra

A oltre dieci anni dalla presentazione del progetto per il nuovo stadio di Cagliari, il dibattito politico torna ad accendersi. A intervenire con toni critici è Pierluigi Mannino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che ripercorre le tappe della vicenda e solleva dubbi.

Dalle promesse elettorali al nulla di fatto

“La proposta per la realizzazione del nuovo stadio, presentata dal Cagliari Calcio nel dicembre 2015, ottenne accoglimento con la dichiarazione di pubblico interesse a pochi mesi dalle elezioni comunali. Il classico coniglio elettorale estratto dal cilindro del prestigiatore di turno”, afferma Mannino. “L’amministrazione Zedda ne fece un elemento cardine della campagna elettorale, evocando persino la possibilità di celebrare il centenario del club nel nuovo impianto”.

Un obbiettivo mai raggiunto. “Il centenario è trascorso senza che l’opera prendesse forma e oggi, dopo oltre un decennio tra varianti urbanistiche e modifiche progettuali, permangono ostacoli rilevanti, tra contrasti interpretativi e ritardi che impediscono persino l’indizione della gara d’appalto”, prosegue.

Costi in aumento e rischio contenziosi

Secondo il capogruppo FdI, “i nodi critici stanno venendo al pettine: i costi sono lievitati e la partita del centenario si è disputata in un impianto provvisorio, realizzato sui parcheggi del defunto mercato di Sant’Elia, mentre lo stadio originario versa in stato di abbandono”.

Il rischio, aggiunge, è concreto: “Cagliari potrebbe perdere occasioni importanti, come gli eventi internazionali legati agli Europei 2032, e trasformarsi invece in un teatro di contenziosi giudiziari”.

Un dibattito più da tifosi che da amministratori

Mannino punta il dito anche contro il clima delle recenti sedute consiliari: “Nelle ultime due riunioni del Consiglio comunale abbiamo parlato molto da tifosi".

La posizione, tuttavia, non è contraria alla realizzazione dell’opera: “Non ho alcun dubbio sul fatto che il Cagliari debba poter giocare in uno stadio degno di questo nome. Giocatori e tifosi hanno diritto a una struttura accogliente e sicura. I miei dubbi non sono di sostanza, ma di forma, fattibilità e procedura”.

Le criticità del progetto

Mannino elenca una serie di elementi critici emersi dall’analisi della documentazione ufficiale.

Inoltre, si registra un forte sbilanciamento tra il contributo pubblico, comunale e regionale, e quello della società costruttrice”.

Dubbi anche sui beneficiari reali dell’intervento: “Il soggetto che godrà i maggiori vantaggi non sarà nemmeno la società Cagliari Calcio”.

Tra le altre criticità, il capogruppo segnala “l’eccessiva superficie commerciale, che rischia di trasformare l’area in un centro commerciale, in attesa del parere della Regione, e l’elevata alea legata a eventi destabilizzanti che potrebbero causare ritardi o compensazioni economiche”.

Non mancano osservazioni su aspetti più concreti: “Il mini albergo previsto è troppo piccolo per accogliere la squadra ospite, il piano economico finanziario appare eccessivamente ottimistico, i parcheggi saranno a pagamento e si prevede un aumento del prezzo dei biglietti tra il 30 e il 40 per cento”.

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Il nodo della correttezza istituzionale

Infine, Mannino solleva una questione di metodo: “Esiste un serio problema di correttezza istituzionale. Il Consiglio comunale non è stato coinvolto prima della conferenza di servizi e sono state disattese le linee guida stabilite nel 2012".

La propost

Un richiamo alla prudenza e alla responsabilità amministrativa, conclude Mannino, “per evitare che un’opera fondamentale per la città si trasformi nell’ennesima occasione mancata”.

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