Manifesti sul Giorno del Ricordo a Cagliari, l’attacco di Meloni
La comparsa di manifesti dedicati a un presunto “10 febbraio, giorno del ricordo partigiano” accende il dibattito politico a Cagliari. I poster spuntano nelle vie centrali della città e davanti a diversi istituti scolastici, scatenando la dura reazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni. L’esponente del centrodestra chiede al sindaco Paolo Zedda un intervento immediato per rimuovere tutto il materiale.
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La richiesta di Fratelli d’Italia
Corrado Meloni parla senza mezzi termini e definisce i manifesti una provocazione intollerabile. Secondo il consigliere regionale, il messaggio non solo inventa una ricorrenza inesistente, ma tenta anche di confondere il significato storico del Giorno del Ricordo, fissato al 10 febbraio dalla legge 30 marzo 2004, numero 92. Meloni chiede al primo cittadino di agire con la massima urgenza per tutelare la memoria storica e il rispetto delle istituzioni.
Il significato del Giorno del Ricordo
Il 10 febbraio rappresenta per lo Stato italiano una data solenne. La Repubblica dedica questa giornata alla memoria delle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Meloni sottolinea come questa ricorrenza abbia restituito dignità a una tragedia che per decenni ha subito silenzi e rimozioni ideologiche. A suo giudizio, i manifesti tentano di sporcare una data simbolica e di riscrivere la storia con operazioni di propaganda.
L’accusa di propaganda ideologica
Il consigliere regionale punta il dito contro quella che definisce una campagna di disinformazione firmata da Azione antifascista di Cagliari. Meloni considera il gesto un insulto alla memoria dei martiri delle foibe e alle sofferenze degli esuli istriani, fiumani e dalmati. L’esponente di Fratelli d’Italia critica in particolare la collocazione dei manifesti davanti alle scuole, che a suo avviso espone i giovani a un tentativo di indottrinamento ideologico.
L’appello al sindaco Zedda
Meloni sollecita il sindaco Zedda a intervenire in modo rapido e deciso. Secondo il consigliere, il Comune deve garantire il rispetto della legalità e della memoria condivisa, evitando che spazi pubblici e luoghi educativi diventino palcoscenici per messaggi divisivi. Il rappresentante di Fdi ribadisce che il Giorno del Ricordo non ammette reinterpretazioni arbitrarie né strumentalizzazioni politiche.
Uno scontro che riapre il dibattito
La vicenda riporta al centro della scena il tema della memoria storica e delle sue letture contrapposte. Meloni chiude il suo intervento con parole nette: il 10 febbraio resta e resterà il giorno dedicato ai martiri delle foibe e agli esuli giuliano-dalmati. Nessuno, secondo il consigliere regionale, può cancellare o infangare una data che appartiene alla storia nazionale.