Maltempo a Cagliari: “Sicurezza nel lavoro per i settori privati”
Le giornate di allerta meteo riportano al centro del dibattito il tema della sicurezza sul lavoro. In Sardegna, mentre scuole e uffici pubblici hanno chiuso per ridurre i rischi legati agli spostamenti, migliaia di lavoratori dei settori privati hanno continuato a recarsi al lavoro senza indicazioni chiare e senza tutele uniformi. La Cgil Sardegna e la Filcams Cgil hanno denunciato una gestione disomogenea delle emergenze climatiche che, secondo il sindacato, espone molte persone a pericoli evitabili.
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La denuncia di Durante e Milazzo
I segretari Fausto Durante e Nella Milazzo hanno puntato il dito contro l’assenza di un piano coordinato di chiusure per il mondo produttivo privato. «In questi giorni di allerta – spiegano – ai lavoratori dei comparti pubblici sono arrivate disposizioni chiare per restare a casa, mentre nel privato tutto è dipeso dalle scelte dei singoli datori di lavoro». Secondo i sindacalisti, questa situazione ha creato una disparità evidente e ingiustificabile.
Negozi aperti e scuole chiuse
Durante e Milazzo hanno evidenziato una contraddizione che colpisce soprattutto le famiglie. «Se l’obiettivo è proteggere la cittadinanza, non esiste alcuna logica che giustifichi la chiusura di scuole e uffici pubblici e l’apertura di negozi, supermercati e attività produttive», affermano. La chiusura delle scuole, spiegano, rende ancora più difficile raggiungere il posto di lavoro per chi ha figli piccoli e deve occuparsene durante l’orario lavorativo.
Cambiamenti climatici e nuove emergenze
La Cgil collega il problema a un quadro più ampio. I cambiamenti climatici moltiplicano eventi estremi come caldo eccezionale, maltempo e alluvioni, che ormai colpiscono con frequenza crescente. In questo contesto, secondo il sindacato, le norme attuali non bastano più. «Occorre adeguare le regole su salute e sicurezza – sottolineano – perché i rischi riguardano tutti, senza distinzioni».
Tutele uguali per ogni lavoratore
Il sindacato rivendica misure valide per ogni categoria: addetti alle vendite, lavoratori delle pulizie, guardie giurate, personale dei servizi e della ristorazione. «Le tutele e lo stop alle attività non essenziali devono valere per tutti e non possono dipendere dal buon senso dei singoli imprenditori», ribadiscono Durante e Milazzo. La sicurezza, secondo la Cgil, rappresenta un diritto universale e non una concessione.