Dubbi da parte di Confindustria sull’arrivo di mafiosi nelle carceri della Sardegna
Mafiosi in Sardegna, i dubbi di Confindustria e le principali associazioni di categoria. Con una lettera, spedita alle istituzioni, i presidenti sardi delle varie realtà puntano, prima di tutto, sulla chiarezza legata all’arrivo di decine di detenuti in regime di 41 bis. Eccola, di seguito.
“In qualità di soggetti chiamati a rappresentare e tutelare gli interessi del sistema produttivo regionale, desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione alcune riflessioni in merito all’ipotesi di trasferimento presso gli istituti penitenziari dell’Isola di detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario”.
LEGGI ANCHE: Detenuti al 41 bis in arrivo a Uta: rivolta in Sardegna
"La Sardegna, per la sua peculiare condizione geografica e infrastrutturale, sostiene già un carico significativo derivante dalla presenza di diverse strutture detentive di alta sicurezza. L’eventuale incremento di detenuti in regime di 41 bis rischierebbe di produrre effetti non trascurabili sul piano economico e sociale, incidendo su un territorio fragile ma che tenta con determinazione di avviare un processo di sviluppo volto ad attrarre investimenti nei settori ad alto valore aggiunto".
"Tale attrattività è strettamente collegata alla percezione generale di sicurezza, qualità della vita e stabilità; ogni elemento che possa incidere sull’immagine complessiva del territorio assume un peso determinante. Senza voler mettere in discussione le esigenze dello Stato in materia di sicurezza e contrasto alla criminalità organizzata, obbiettivi che condividiamo pienamente, riteniamo opportuno avviare un confronto istituzionale che tenga conto delle specificità economiche e sociali della Sardegna, nonché dell’impatto complessivo che determinate scelte possono generare sul tessuto produttivo locale, in un’ottica di equa distribuzione territoriale delle responsabilità e degli oneri connessi. Rimaniamo a disposizione per un incontro di approfondimento, nella convinzione che un dialogo costruttivo tra Istituzioni e rappresentanze economiche sia il presupposto essenziale per decisioni equilibrate e sostenibili".