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Luce, gas e benzina alle stelle in Sardegna: spese folli per i produttori di cibi locali

Panificatori, gelatai, pastai, e la lista è molto lunga. 2700 imprenditori in crisi, i conti non tornano più
Paolo Rapeanu

Luce, gas e benzina in Sardegna spingono anche al rialzo i prezzi del settore alimentare

Non sono i prodotti tipici sardi a crescere in volume o qualità, ma i costi necessari per produrli. Pane, pasta, dolci, formaggi e altre eccellenze dell’isola risentono di rincari diffusi che riguardano materie prime, energia, gas, trasporti e packaging.

A lanciare l’allarme sono circa 2.700 imprese artigiane del comparto alimentare, attive tra produzione e ristorazione, che da anni affrontano un aumento costante dei costi diretti. L’attuale fase rappresenta l’ennesima criticità in un contesto già segnato da crisi recenti.

Luce e gas alle stelle in Sardegna


Il nodo energia: aumenti e preoccupazioni

Secondo Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, la principale fonte di preoccupazione è rappresentata dal rincaro energetico. Elettricità, gas e carburanti incidono pesantemente sulle attività quotidiane delle imprese, soprattutto per l’utilizzo di forni, macchinari e celle frigorifere.

Gli aumenti sono significativi: il gas ha registrato un incremento del 57% in pochi giorni, passando da 0,70 a 1,10 euro al metro cubo. Anche il gasolio, escluso da alcune agevolazioni fiscali, pesa in modo rilevante sui costi, soprattutto per le attività che lo utilizzano per la produzione.

Le previsioni indicano ulteriori rincari: la bolletta elettrica potrebbe crescere fino all’11%, mentre il gas potrebbe aumentare tra il 18% e il 20% rispetto ai mesi precedenti.


Materie prime e consumi: il rischio inflazione

Parallelamente all’energia, crescono anche i costi delle materie prime e dei semilavorati. Particolarmente colpito il comparto dolciario, con aumenti del cacao (+17%), del caffè (+12,9%) e del cioccolato (+6,8%).

Questi rincari si riflettono già sui prezzi al consumo: a febbraio 2026 i prodotti di gelateria e pasticceria hanno registrato un aumento del 3,1% su base annua. Per alcuni prodotti specifici, come quelli a base di cioccolato, gli incrementi possono essere ancora più marcati.

Il timore è che proprio dal settore alimentare possa partire una nuova spinta inflazionistica, con effetti a catena su tutta l’economia.


Imprese tra margini ridotti e tutela dei clienti

Nonostante l’aumento dei costi, molte imprese cercano di non trasferire completamente i rincari sui prezzi finali. L’obiettivo è mantenere il rapporto con la clientela, già messa alla prova dall’aumento generale del costo della vita.

Tuttavia, i margini di guadagno si riducono sempre più, rendendo difficile sostenere a lungo questa strategia. Anche trasporto e distribuzione rischiano di diventare ulteriormente onerosi.


Prospettive incerte e strategie future

Le stime attuali restano incerte e legate all’andamento dei mercati energetici e del contesto internazionale. Per questo motivo, si invita alla prudenza nelle decisioni economiche nel breve periodo.

In un’ottica di lungo termine, diventa sempre più strategico investire nell’autoproduzione energetica, ad esempio attraverso impianti fotovoltaici, per ridurre la dipendenza da fattori esterni.


I numeri dell’artigianato alimentare sardo

Il comparto rappresenta una realtà economica di grande rilievo per l’isola:

  • Circa 2.700 imprese attive
  • Oltre 9.500 addetti
  • 873 milioni di euro di fatturato

Nonostante la crescita, il settore soffre anche di una carenza di manodopera: il 40% delle figure professionali risulta difficile da reperire.


Distribuzione territoriale

Le imprese sono diffuse su tutto il territorio regionale:

  • Cagliari: 588 imprese e 2.188 addetti
  • Nuoro: 544 imprese e 1.865 addetti
  • Oristano: 271 imprese e 798 addetti
  • Sassari-Gallura: 879 imprese e 3.089 addetti
  • Sud Sardegna: 634 imprese e 2.100 addetti

Le province di Nuoro e Sud Sardegna mostrano tra le più alte incidenze occupazionali del comparto a livello nazionale.


Un patrimonio da tutelare

Nonostante le difficoltà, l’artigianato alimentare sardo resta un settore dinamico e resiliente, capace di valorizzare qualità, tradizione e sostenibilità.

Dopo aver superato crisi come la pandemia, i conflitti internazionali e le tensioni commerciali, il comparto continua a rappresentare un pilastro dell’economia locale. Tuttavia, l’attuale aumento dei costi rischia di comprometterne la stabilità e la crescita futura.

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