Futuro di Tiscali e esuberi, sindacati in allarme
Il futuro di Tiscali torna al centro del dibattito sindacale e industriale. L’azienda, parte del gruppo Tessellis, attraversa una fase complessa che alimenta forti preoccupazioni tra lavoratori e organizzazioni sindacali. Le difficoltà economiche e strategiche hanno spinto il management ad avviare una valutazione sulla possibile cessione del ramo consumer, una scelta che apre scenari delicati sul piano occupazionale.
L’incontro tra azienda e sindacati
Nei giorni scorsi le segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, insieme alle RSU, hanno incontrato i vertici di Tiscali Italia. Al termine del confronto, le parti hanno sottoscritto un nuovo accordo sugli esodi incentivati, con l’obiettivo di gestire le eccedenze dichiarate attraverso strumenti meno traumatici possibile per i lavoratori coinvolti.
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Una situazione aziendale definita critica
Durante l’incontro, l’azienda ha illustrato una condizione definita dai sindacati “estremamente difficile e complessa”. Secondo quanto riferito dalle sigle, Tiscali non riesce più a proseguire l’attività nelle attuali condizioni operative. Per questo motivo, il gruppo ha affidato a una società esterna l’analisi dell’“appetibilità” del business B2C sul mercato.
I numeri della riorganizzazione
Lo studio, insieme alle prime manifestazioni di interesse, ha portato all’individuazione di un perimetro occupazionale ritenuto ottimale pari a circa 500 Fte, inclusi 13 dirigenti, rispetto agli attuali 620 addetti. Di conseguenza, Tiscali ha aperto una nuova procedura di riduzione del personale ai sensi della legge 223/1991 per un massimo di 220 lavoratori.
La ripartizione territoriale coinvolge in modo significativo la Sardegna: Cagliari conta 104 esuberi, seguita da Taranto con 50, Bari con 42 e Roma con 24. Le parti hanno chiuso rapidamente la procedura grazie a un accordo sindacale che prevede come unico criterio la non opposizione al licenziamento. Il termine fissato per la risoluzione collettiva dei rapporti di lavoro cade il 28 febbraio.
La posizione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali ribadiscono con forza un punto chiave: Tiscali non può puntare esclusivamente sulla riduzione dell’organico, soprattutto nel settore Customer. Secondo i sindacati, serve una strategia industriale solida e duratura che garantisca prospettive reali all’azienda e ai lavoratori.
Un appello alle istituzioni
Per i sindacati, il futuro di Tiscali rappresenta una priorità assoluta. Le sigle sottolineano l’impegno e la professionalità di lavoratrici e lavoratori che da anni sostengono l’azienda. In assenza di risposte concrete, le organizzazioni annunciano la disponibilità a mettere in campo tutte le azioni necessarie, coinvolgendo istituzioni territoriali e nazionali per difendere occupazione e continuità industriale.