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Cagliari, chiude la storica cartoleria Incas Pisano: “Il centro storico è un deserto”

L’attività abbandona lo storico locale di viale Regina Elena
Ennio Neri

Chiude la storica cartoleria di Incas Pisano a Cagliari

La desertificazione del centro di Cagliari avanza e registra un nuovo segnale evidente: anche Incas Pisano abbassa le serrande in viale Regina Elena. Una notizia che colpisce residenti e commercianti e che riaccende il dibattito sul futuro del cuore cittadino. Enrica Anedda Endrich, ex consigliera comunale di Fratelli d’Italia, fotografa una situazione che definisce ormai fuori controllo: “E così anche Incas Pisano se ne va. Via Garibaldi oggi è piena di locali sfitti”.

Secondo Anedda, il centro storico perde progressivamente funzioni e attrattività. Le vetrine spente raccontano una crisi che non riguarda solo il commercio, ma l’intero tessuto urbano.

Centro vuoto, periferie affollate

Nel suo intervento, l’ex consigliera mette a confronto due realtà opposte. “Viale Monastir e Sestu sono pieni di grandi magazzini dove la gente si reca anche la domenica, forse annoiata”, afferma. Questo spostamento dei flussi di persone accentua la desertificazione del centro di Cagliari, lasciando le strade storiche sempre più vuote.

Il centro, un tempo luogo di incontro e socialità, oggi fatica a competere con poli commerciali facilmente raggiungibili e dotati di ampi parcheggi.

L’accusa al Comune

Anedda Endrich punta il dito contro l’amministrazione comunale, che a suo giudizio non sostiene il rilancio del centro. “Diciamo la verità, l’amministrazione non fa niente”, dichiara. La riduzione dei parcheggi rappresenta uno dei problemi principali, insieme alla scarsa manutenzione degli spazi pubblici.

“In viale Regina Elena, da piazza Marghinotti in su, i marciapiedi sono disastrati e pericolosi. E non parliamo delle luci”, aggiunge. A questo quadro si sommano le difficoltà legate alla gestione dei rifiuti: “Ora non ritirano neppure l’immondezza. Viene voglia di scappare”.

Il Piano del commercio che non arriva

La desertificazione del centro di Cagliari solleva anche un interrogativo politico rimasto senza risposta. “E il Piano del commercio? Quanto ancora si dovrà aspettare?”, si chiede l’ex consigliera. Durante il suo mandato, Anedda racconta di aver tentato più volte di richiamare l’attenzione sul tema, senza ottenere risultati concreti.

Nel suo intervento emerge anche una riflessione più ampia sul funzionamento della macchina amministrativa: “Mi sono chiesta: comandano gli assessori o i dirigenti?”. Una domanda che si trasforma in accusa politica e morale: “Chiunque comandi ama davvero questa città o no?”.

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