Cagliari, chiuse le indagini su cortei e tensioni in piazza: 91 indagati
Due filoni investigativi della Procura dopo le manifestazioni pro Palestina e gli scontri tra opposti schieramenti dell’1 novembre 2025
La Procura della Repubblica di Cagliari ha emesso 91 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dellāarticolo 415 bis del codice di procedura penale, al termine di due articolate attivitĆ investigative condotte dalla DIGOS di Cagliari.
I provvedimenti riguardano distinti episodi avvenuti tra settembre e novembre 2025 nel capoluogo sardo, in un contesto segnato da mobilitazioni di piazza e momenti di tensione legati a manifestazioni politiche contrapposte.
Mobilitazioni per la Palestina: 72 indagati
Cortei non preavvisati e blocchi stradali
Il primo filone dāindagine riguarda le iniziative di protesta sviluppatesi tra settembre e ottobre 2025 a sostegno della causa palestinese. Anche Cagliari, come numerosi altri centri italiani, ĆØ stata interessata da unāampia mobilitazione, in particolare in concomitanza con la partenza della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e con il successivo blocco dellāimbarcazione, avvenuto il 1° ottobre 2025 da parte delle forze navali israeliane.
Le manifestazioni hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini e si sono svolte, nella quasi totalitĆ dei casi, senza criticitĆ sotto il profilo dellāordine pubblico, con ampia attenzione mediatica.
Tuttavia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, allāinterno del movimento si sarebbero inseriti gruppi ideologicamente orientati, ritenuti riconducibili alle componenti più radicali dellāarea antagonista locale, che avrebbero fatto proprio lo slogan āblocchiamo tuttoā, radicalizzando progressivamente le iniziative.
In particolare, nelle giornate del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre 2025, si sarebbero verificati cortei non preavvisati, deviazioni dai percorsi autorizzati, blocchi di arterie cittadine strategiche e momenti di tensione anche violenta con le Forze dellāOrdine. Le condotte contestate avrebbero provocato disagi alla mobilitĆ urbana, rallentamenti del traffico e criticitĆ per alcuni servizi pubblici essenziali.
Grazie a un lavoro di analisi delle immagini effettuato anche con il supporto della Polizia Scientifica, la DIGOS ha identificato 72 persone ritenute coinvolte nei fatti. Secondo gli inquirenti, le modalitĆ operative ricorrenti farebbero emergere lāipotesi di azioni coordinate e preordinate finalizzate a creare turbative dellāordine pubblico.
Le ipotesi di reato contestate comprendono, oltre alla violazione dellāarticolo 18 del TULPS per il mancato preavviso della manifestazione in luogo pubblico, lāinterruzione e il turbamento del servizio di trasporto pubblico, il blocco stradale e la resistenza aggravata.
L'1 novembre e il confronto tra opposti schieramenti: 19 indagati
Tensione tra Blocco Studentesco e Coordinamento Antifascista
Il secondo procedimento riguarda quanto accaduto il 1° novembre 2025. In quella data si è svolta una manifestazione regolarmente preavvisata promossa dal movimento Blocco Studentesco, alla quale hanno partecipato circa 120 aderenti.
Parallelamente, circa 250 appartenenti al locale Coordinamento Antifascista si sono radunati in Piazza Garibaldi per una contromanifestazione non preavvisata, come previsto dallāarticolo 18 del TULPS, che impone ai promotori di una riunione in luogo pubblico di darne comunicazione al Questore almeno tre giorni prima.
Secondo quanto ricostruito, la testa del corteo antifascista ā composta da numerosi partecipanti travisati e muniti di aste di legno ā avrebbe ignorato lāordine di scioglimento intimato dal dirigente del servizio di ordine pubblico, avanzando con lāintento di raggiungere il corteo di Blocco Studentesco. Durante la progressione sarebbero stati lanciati bottiglie di vetro e altri oggetti contundenti contro i reparti schierati per evitare il contatto tra i due gruppi.
Nonostante i tentativi di forzare gli sbarramenti, lāintervento delle Forze dellāOrdine ha impedito lāavvicinamento tra i manifestanti contrapposti, consentendo lo svolgimento e la conclusione senza criticitĆ dellāiniziativa regolarmente preavvisata.
Anche in questo caso, attraverso lāanalisi delle riprese video, sono stati identificati 19 soggetti ritenuti appartenenti al gruppo antifascista. Le ipotesi di reato contestate sono la violazione dellāarticolo 18 del TULPS e la resistenza aggravata.
Il nodo del preavviso e il bilanciamento dei diritti
La Questura precisa che lāobbligo di preavviso previsto dallāarticolo 18 del TULPS non attribuisce al Questore un potere autorizzatorio, nĆ© limita la libertĆ costituzionale di riunione e manifestazione del pensiero. La norma ha funzione preventiva e organizzativa: consente allāAutoritĆ di pubblica sicurezza di predisporre i servizi necessari per garantire lāincolumitĆ dei partecipanti, dei cittadini e degli operatori di polizia.
Il Questore può vietare una manifestazione solo in casi eccezionali e in presenza di comprovati motivi di sicurezza e incolumitĆ pubblica, come stabilito dallāarticolo 17 della Costituzione, soprattutto quando, nella stessa giornata, siano previste iniziative contrapposte suscettibili di generare tensioni.
LāattivitĆ investigativa ā sottolineano gli inquirenti ā si inserisce nel quadro dellāimpegno della Polizia di Stato a garantire il diritto costituzionale di manifestare pacificamente, assicurando al tempo stesso il rispetto della legalitĆ e la tutela dellāordine pubblico.