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Cortei “antifa” e Pro Pal non autorizzati a Cagliari, 91 indagati

Tanti antagonisti identificati dalla Digos, tra le accuse quelle del blocco stradale e resistenza aggravata
Paolo Rapeanu

Cagliari, chiuse le indagini su cortei e tensioni in piazza: 91 indagati

Due filoni investigativi della Procura dopo le manifestazioni pro Palestina e gli scontri tra opposti schieramenti dell’1 novembre 2025

La Procura della Repubblica di Cagliari ha emesso 91 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dell’articolo 415 bis del codice di procedura penale, al termine di due articolate attivitĆ  investigative condotte dalla DIGOS di Cagliari.

I provvedimenti riguardano distinti episodi avvenuti tra settembre e novembre 2025 nel capoluogo sardo, in un contesto segnato da mobilitazioni di piazza e momenti di tensione legati a manifestazioni politiche contrapposte.

Mobilitazioni per la Palestina: 72 indagati

Cortei non preavvisati e blocchi stradali

Il primo filone d’indagine riguarda le iniziative di protesta sviluppatesi tra settembre e ottobre 2025 a sostegno della causa palestinese. Anche Cagliari, come numerosi altri centri italiani, ĆØ stata interessata da un’ampia mobilitazione, in particolare in concomitanza con la partenza della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e con il successivo blocco dell’imbarcazione, avvenuto il 1° ottobre 2025 da parte delle forze navali israeliane.

Le manifestazioni hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini e si sono svolte, nella quasi totalitĆ  dei casi, senza criticitĆ  sotto il profilo dell’ordine pubblico, con ampia attenzione mediatica.

Tuttavia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’interno del movimento si sarebbero inseriti gruppi ideologicamente orientati, ritenuti riconducibili alle componenti più radicali dell’area antagonista locale, che avrebbero fatto proprio lo slogan ā€œblocchiamo tuttoā€, radicalizzando progressivamente le iniziative.

In particolare, nelle giornate del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre 2025, si sarebbero verificati cortei non preavvisati, deviazioni dai percorsi autorizzati, blocchi di arterie cittadine strategiche e momenti di tensione anche violenta con le Forze dell’Ordine. Le condotte contestate avrebbero provocato disagi alla mobilitĆ  urbana, rallentamenti del traffico e criticitĆ  per alcuni servizi pubblici essenziali.

Grazie a un lavoro di analisi delle immagini effettuato anche con il supporto della Polizia Scientifica, la DIGOS ha identificato 72 persone ritenute coinvolte nei fatti. Secondo gli inquirenti, le modalitĆ  operative ricorrenti farebbero emergere l’ipotesi di azioni coordinate e preordinate finalizzate a creare turbative dell’ordine pubblico.

Le ipotesi di reato contestate comprendono, oltre alla violazione dell’articolo 18 del TULPS per il mancato preavviso della manifestazione in luogo pubblico, l’interruzione e il turbamento del servizio di trasporto pubblico, il blocco stradale e la resistenza aggravata.

L'1 novembre e il confronto tra opposti schieramenti: 19 indagati

Tensione tra Blocco Studentesco e Coordinamento Antifascista

Il secondo procedimento riguarda quanto accaduto il 1° novembre 2025. In quella data si è svolta una manifestazione regolarmente preavvisata promossa dal movimento Blocco Studentesco, alla quale hanno partecipato circa 120 aderenti.

Parallelamente, circa 250 appartenenti al locale Coordinamento Antifascista si sono radunati in Piazza Garibaldi per una contromanifestazione non preavvisata, come previsto dall’articolo 18 del TULPS, che impone ai promotori di una riunione in luogo pubblico di darne comunicazione al Questore almeno tre giorni prima.

Secondo quanto ricostruito, la testa del corteo antifascista — composta da numerosi partecipanti travisati e muniti di aste di legno — avrebbe ignorato l’ordine di scioglimento intimato dal dirigente del servizio di ordine pubblico, avanzando con l’intento di raggiungere il corteo di Blocco Studentesco. Durante la progressione sarebbero stati lanciati bottiglie di vetro e altri oggetti contundenti contro i reparti schierati per evitare il contatto tra i due gruppi.

Nonostante i tentativi di forzare gli sbarramenti, l’intervento delle Forze dell’Ordine ha impedito l’avvicinamento tra i manifestanti contrapposti, consentendo lo svolgimento e la conclusione senza criticitĆ  dell’iniziativa regolarmente preavvisata.

Anche in questo caso, attraverso l’analisi delle riprese video, sono stati identificati 19 soggetti ritenuti appartenenti al gruppo antifascista. Le ipotesi di reato contestate sono la violazione dell’articolo 18 del TULPS e la resistenza aggravata.


Il nodo del preavviso e il bilanciamento dei diritti

La Questura precisa che l’obbligo di preavviso previsto dall’articolo 18 del TULPS non attribuisce al Questore un potere autorizzatorio, nĆ© limita la libertĆ  costituzionale di riunione e manifestazione del pensiero. La norma ha funzione preventiva e organizzativa: consente all’AutoritĆ  di pubblica sicurezza di predisporre i servizi necessari per garantire l’incolumitĆ  dei partecipanti, dei cittadini e degli operatori di polizia.

Il Questore può vietare una manifestazione solo in casi eccezionali e in presenza di comprovati motivi di sicurezza e incolumitĆ  pubblica, come stabilito dall’articolo 17 della Costituzione, soprattutto quando, nella stessa giornata, siano previste iniziative contrapposte suscettibili di generare tensioni.

L’attivitĆ  investigativa — sottolineano gli inquirenti — si inserisce nel quadro dell’impegno della Polizia di Stato a garantire il diritto costituzionale di manifestare pacificamente, assicurando al tempo stesso il rispetto della legalitĆ  e la tutela dell’ordine pubblico.

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