Paura di un crollo di turisti tra marzo e maggio a Cagliari e costa sud, i danni del ciclone Harry
I primi mesi “caldi” ma, soprattutto, buoni per intercettare i vacanzieri di bassa stagione – soprattutto stranieri – fanno tremare tutti quelli che, dagli albergatori ai ristoratori, lavorano col turismo.
I danni del ciclone Harry a Cagliari, Capoterra, Quartu e nella costa sud non sono risolvibili in pochi giorni o due settimane.
E, a chi non prenoterà perchè, vuole spiagge pulite e sane e non circondato da alghe e detriti, potrebbe presto aggiungersi chi annulla le vacanze.
Una vera e propria corsa contro il tempo per salvare il salvabile e rimettere "in piedi" quanto più territorio possibile. Sindaci dei Comuni coinvolti dalla tempesta e Regione sono in campo, primo incontro tutti insieme per capire già come agire.
TASK FORCE COMUNI-REGIONE PER "RISORGERE" DOPO IL CICLONE HARRY
All’incontro con l'assessora regionale dell'Ambiente Rosanna Laconi hanno preso parte l’assessorato degli Enti Locali, la Protezione civile l’ANCI e gli enti di ricerca e studio del settore marino-costiero.
L’obbiettivo è di condividere un quadro aggiornato degli impatti ambientali e individuare le azioni da mettere in campo.
Nel corso della riunione condivise le principali criticità emerse a seguito dell’evento e individuate le priorità di intervento.
In particolare, sono state affrontate 4 tematiche di maggiore urgenza, come la gestione degli accumuli di posidonia sulle spiagge in relazione alla presenza di rifiuti e detriti, la gestione degli accumuli della sabbia in aree extra-spiaggia, i fenomeni di erosione costiera e le problematiche legate al trasporto e all’accumulo di rifiuti.
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“Esprimo grande soddisfazione per l’esito costruttivo dell’incontro, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Il confronto tra istituzioni, enti locali e comunità scientifica ci consente di condividere un primo approccio unitario e coerente".
"Questo lavoro ci permetterà di elaborare un vademecum operativo che, anche attraverso il supporto di specifiche ordinanze di Protezione civile, consentirà ai Comuni di mettere in campo risorse e strumenti per la gestione dell’emergenza secondo modalità condivise”.
“Questo primo incontro consentirà di definire le prime direttive da seguire indirizzate ai Comuni e ai concessionari. Per questo – ha aggiunto l’assessora – ci sarà un altro approfondimento con i sindaci dei comuni costieri, tra una settimana”.
La Direzione generale della Difesa dell’Ambiente e la Protezione civile continueranno a garantire il coordinamento delle attività e il monitoraggio dello stato delle coste.