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Ciclone Harry, spiagge ko tra alghe e rifiuti da Cagliari alla costa sud: a rischio i turisti della primavera

Le immagini della devastazione arrivano ovunque. La paura è un crollo di prenotazioni nei primi mesi “caldi” del 2026. Sindaci e Regione in corsa contro il tempo
Paolo Rapeanu

Paura di un crollo di turisti tra marzo e maggio a Cagliari e costa sud, i danni del ciclone Harry

I primi mesi “caldi” ma, soprattutto, buoni per intercettare i vacanzieri di bassa stagione – soprattutto stranieri – fanno tremare tutti quelli che, dagli albergatori ai ristoratori, lavorano col turismo.

I danni del ciclone Harry a Cagliari, Capoterra, Quartu e nella costa sud non sono risolvibili in pochi giorni o due settimane.

E, a chi non prenoterà perchè, vuole spiagge pulite e sane e non circondato da alghe e detriti, potrebbe presto aggiungersi chi annulla le vacanze.

Una vera e propria corsa contro il tempo per salvare il salvabile e rimettere "in piedi" quanto più territorio possibile. Sindaci dei Comuni coinvolti dalla tempesta e Regione sono in campo, primo incontro tutti insieme per capire già come agire.

TASK FORCE COMUNI-REGIONE PER "RISORGERE" DOPO IL CICLONE HARRY

All’incontro con l'assessora regionale dell'Ambiente Rosanna Laconi hanno preso parte l’assessorato degli Enti Locali, la Protezione civile l’ANCI e gli enti di ricerca e studio del settore marino-costiero.

L’obbiettivo è di condividere un quadro aggiornato degli impatti ambientali e individuare le azioni da mettere in campo.

Nel corso della riunione condivise le principali criticità emerse a seguito dell’evento e individuate le priorità di intervento.

In particolare, sono state affrontate 4 tematiche di maggiore urgenza, come la gestione degli accumuli di posidonia sulle spiagge in relazione alla presenza di rifiuti e detriti, la gestione degli accumuli della sabbia in aree extra-spiaggia, i fenomeni di erosione costiera e le problematiche legate al trasporto e all’accumulo di rifiuti.

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“Esprimo grande soddisfazione per l’esito costruttivo dell’incontro, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Il confronto tra istituzioni, enti locali e comunità scientifica ci consente di condividere un primo approccio unitario e coerente".

"Questo lavoro ci permetterà di elaborare un vademecum operativo che, anche attraverso il supporto di specifiche ordinanze di Protezione civile, consentirà ai Comuni di mettere in campo risorse e strumenti per la gestione dell’emergenza secondo modalità condivise”.

“Questo primo incontro consentirà di definire le prime direttive da seguire indirizzate ai Comuni e ai concessionari. Per questo – ha aggiunto l’assessora – ci sarà un altro approfondimento con i sindaci dei comuni costieri, tra una settimana”.

La Direzione generale della Difesa dell’Ambiente e la Protezione civile continueranno a garantire il coordinamento delle attività e il monitoraggio dello stato delle coste.

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