Seguici

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy

L’ultima Pasqua di “Zorro”: chiude a Cagliari lo storico negozio di giocattoli

Dopo quasi 60 anni di attività, abbassa la serranda il negozio di via Iglesias
Ennio Neri

Cagliari perde un pezzo di storia: chiude negozio di giocattoli Zorro

Cagliari perde un pezzo di storia: chiude lo storico negozio di giocattoli Zorro. Cagliari si sveglia più povera di ricordi e di identità. Le vetrine oscurate al civico 1 di via Iglesias non lasciano spazio a interpretazioni: il cartello “Vendita promozionale per chiusura attività” segna il capolinea per Zorro, lo storico negozio di giocattoli che per oltre mezzo secolo ha fatto sognare generazioni di bambini cagliaritani.

Una resa dopo 58 anni di storia

Come riportato oggi da L’Unione Sarda in edicola, lo sgombero dei locali è ormai alle battute finali. Per Paolo Bitti, titolare dell’attività, è un addio intriso di amarezza. La storia di Zorro era iniziata nel 1968 in via Sonnino, per intuizione del padre Umberto, attraversando decenni di boom economico e trasformazioni urbane.

«Lavorare 15 ore al giorno per non portare a casa nulla si può fare per un anno o due, poi sei costretto ad arrenderti», spiega Bitti al quotidiano sardo. La scelta di chiudere arriva dopo anni di sacrifici personali per coprire i bilanci in rosso, in una lotta impari contro costi di gestione e calo dei consumi.

La desertificazione del centro storico

La fine di Zorro non è un caso isolato, ma l'ultimo tassello di un mosaico preoccupante che sta ridisegnando il volto del commercio cagliaritano. Solo poche settimane fa si era registrato il trasferimento di Incaspisano da viale Regina Elena verso la periferia (viale Elmas), mentre i locali vuoti nel quadrilatero dello shopping — tra via Manno, via Garibaldi, via Alghero e via Sonnino — aumentano vertiginosamente.

I numeri citati nell'analisi de L'Unione Sarda sono impietosi:

  • Il crollo dei negozi di giocattoli: Negli anni '90 a Cagliari se ne contavano 29, oggi ne restano appena 7.
  • Morie nazionali: In Italia chiude un negozio ogni quattro ore.
  • Il dato locale: Oltre mille attività sparite in città negli ultimi quindici anni.

Sotto accusa online e politica

L'atto d'accusa di Bitti è rivolto a due fronti: la concorrenza dei colossi dell'e-commerce (che non pagano tasse in Italia) e l'immobilismo della politica. «Sino a oggi la politica è rimasta a guardare», osserva il commerciante, evidenziando come il commercio di prossimità sia stato lasciato solo a fronteggiare una trasformazione globale che premia la logistica dei grandi hub a discapito delle insegne storiche.

Cagliari perde così un altro punto fermo. Dove prima c'erano trenini e bambole a metà prezzo per l'ultima svendita, ora restano solo polvere e amarcord. La città della "resistenza silenziosa" perde un altro avamposto, lasciando i cittadini con meno vetrine illuminate e un centro storico sempre più simile a una galleria di locali in attesa di un acquirente che, spesso, non arriva.

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy