Chia, spiaggia di Su Giudeu cancellata dal ciclone Harry
Chia Su Giudeu. Oggi.La spiaggia che scompare CāĆØ un luogo, a Chia, dove il mare di Su Giudeu sembrava eterno. Una spiaggia che dava lāillusione della stabilitĆ , della bellezza immutabile. Poi arriva una tempesta, improvvisa e feroce, e ciò che conoscevi non cāĆØ più. La sabbia viene inghiottita, il profilo cambia, il paradiso si ritrae come se non fosse mai esistito. Ć uno shock silenzioso, perchĆ© certi scenari li dai per scontati finchĆ©, semplicemente, smettono di esserci.
Quando il paradiso diventa inferno Abituarsi alla bellezza è un rischio. La trasformi in abitudine, la consideri un diritto. E invece basta poco perché il paradiso si ribelli e mostri il suo volto opposto, duro, quasi ostile. Il mare che incanta può diventare minaccia, il vento che accarezza può distruggere. Non te lo aspetti mai davvero, anche se sai che potrebbe accadere.
Navigare nella tempesta Anche i comandanti più esperti, quando il mare si fa cattivo, non hanno certezze. Tengono la rotta, stringono i denti, sperano in una schiarita. Ma la verità è che le condizioni possono sempre peggiorare. E in quei momenti il rischio non è solo perdere una spiaggia o una barca, ma ciò che rappresentano: sicurezza, fiducia, identità .
Accettare e comprendere La chiave sta in unāaccettazione profonda. Non rassegnazione, ma luciditĆ . Comprendere che certi eventi portano con sĆ© insegnamenti severi, eppure necessari. Ti spogliano delle illusioni e ti costringono a guardare ciò che conta davvero.
Tenere il timone La scelta, però, resta. Non abbandonare la barca. Tenere saldo il timone. Lāobiettivo ĆØ tornare in porto, riparare i danni, curare le ferite ā le tue e quelle di chi ha creduto in te. PerchĆ© la vera prova non ĆØ evitare la tempesta, ma dimostrare di saper condurre anche quando tutto sembra perduto.