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Lascia il cappellino nella casa svaligiata, Dna decisivo: arrestato a Cagliari topo “d’oro” d’appartamento

Il malvivente era fuggito con un bottino di 300mila euro. Incastrato dopo 7 mesi di indagini: i dettagli
Paolo Rapeanu

Tradito dal suo stesso Dna, malvivente 50enne arrestato dalla polizia a Cagliari

Un’estate segnata da furti in abitazione, colpi mirati e bottini ingenti. La polizia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 50enne cagliaritano.

Stando alle indagini, ĆØ ritenuto responsabile di un furto in abitazione pluriaggravato, commesso con un complice ancora ignoto.

L’uomo ĆØ accusato di aver messo a segno, il 21 luglio 2025, un colpo da circa 300mila euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sono stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della squadra mobile, sono partite immediatamente dopo il furto.

L'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte hanno permesso di concentrare l'attenzione su un soggetto giĆ  noto per reati contro il patrimonio e ritenuto "specializzato" nei furti in abitazione.

Tradito dal Dna, malvivente arrestato a Cagliari

Un elemento chiave ĆØ stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della Polizia Scientifica, di un cappellino lasciato all'interno della casa svaligiata.

Proprio da quell'indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il Dna ĆØ risultato pienamente compatibile con quello dell'indagato.

Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso 6 luglio lo stesso uomo era stato denunciato dagli agenti delle volanti e della squadra mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l'estate.

Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini.

Davanti al GIP, l'indagato ha ammesso le proprie responsabilitƠ e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell'abitazione colpita a luglio, recuperando cosƬ parte del bottino.

Nella giornata di ieri la misura degli arresti domiciliari, dopo il rintraccio dell'uomo presso la propria abitazione.

L'inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilitĆ  e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui.

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