Capodanno 2026 a Cagliari tra numeri e critiche
Il Capodanno 2026 a Cagliari registra circa 20 mila presenze, numeri analoghi al concerto di Marco Mengoni di anni precedenti, ma con un investimento molto più contenuto: circa 488 mila euro contro oltre un milione speso per l’evento passato.
Marco Benucci, presidente del consiglio comunale, sottolinea: «Il Capodanno diffuso ha funzionato. Le quattro piazze coinvolte hanno favorito il movimento delle persone in città. E ristoranti, bar e locali hanno lavorato, grazie a un flusso distribuito e non concentrato in un unico punto».
Secondo Benucci, la scelta di diffondere gli eventi ha permesso di sostenere l’economia locale, oltre a garantire un uso più responsabile delle risorse pubbliche: «Stesso impatto in termini di presenze, maggiore ricaduta diffusa sulla città e uso più responsabile delle risorse pubbliche», spiega il presidente.
Critiche dal centrodestra
I consiglieri comunali di centrodestra contestano l’organizzazione e la visione alla base del Capodanno diffuso. Secondo loro, il concerto di punta di Giusy Ferreri, con una capienza massima stimata di 10 mila persone al Largo Carlo Felice, ha raggiunto solo 15 mila presenze complessive considerando gli altri eventi.
Il confronto con Sassari, dove il solo concerto di Max Pezzali ha portato 35 mila partecipanti, mette in evidenza un divario nell’attrattività e nella capacità di programmazione.
«Cagliari merita un Capodanno capace di portare persone, economia, visibilità e sicurezza. Non una somma di micro-eventi che disperdono pubblico e risorse», dichiarano i consiglieri.
Il dibattito sulla città che vogliamo
La discussione non riguarda solo i numeri, ma anche la visione della città. La scelta del Capodanno diffuso vuole rendere Cagliari equilibrata, viva e attenta al rispetto dei soldi pubblici. Mentre i critici chiedono un grande evento centrale, riconoscibile e ambizioso.
Benucci conclude: «Il Capodanno non è una gara a chi spende di più. È una scelta che racconta l’idea di città che vogliamo».