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Cane pelleossa e moribondo salvato a Quartu: “Aiutateci a far vivere nonno Angelo”

L’animale stava vagando in un terreno abbandonato, reggendosi a malapena sulle zampe. Ora è al sicuro, ma non basta”
Paolo Rapeanu

Un aiuto per “Nonno Angelo”, il cane pelleossa salvato a Quartu

A Quartu Sant’Elena, in un’area incolta e dimenticata, alcuni volontari hanno notato una sagoma che si muoveva a fatica tra sterpaglie e rifiuti.

Un cane anziano, ridotto a pelle e ossa, con lo sguardo spento e il corpo ormai allo stremo. Ogni passo sembrava una sfida: tremava, cadeva, si rialzava solo per istinto.

L’hanno chiamato Angelo, “nonno Angelo”, perché sul muso portava i segni di una vita lunga e durissima. Chi l’ha salvato è “Amici del branco”, associazione di volontari con sede sempre a Quartu.

Chiunque possa donare qualcosa ha diversi canali. Potete donare così:

Paypal: amicidelbranco1@gmail.com

IBAN: Amici del branco odv

IT71D0760104800000006494297

Condizioni disperate

Angelo pesa pochissimo, disidratato, infestato da parassiti e con evidenti difficoltà motorie. I primi controlli veterinari hanno parlato chiaro: la stuazione è molto grave. Senza un intervento immediato non avrebbe superato la notte. La sua sopravvivenza è stata una corsa contro il tempo. Il salvataggio e le prime cure Trasportato d’urgenza in ambulatorio, Angelo ha ricevuto le prime terapie salvavita: fluidi, farmaci, alimentazione controllata e tanto calore umano.

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Oggi è al sicuro, riposa in un luogo protetto e ha finalmente una coperta tutta per sé. Ha ricominciato a mangiare a piccoli bocconi e, quando qualcuno gli parla, muove appena la coda. “Aiutateci a far vivere nonno Angelo” Ma il percorso è lungo e costoso. Serviranno esami approfonditi, cure continuative e una degenza seguita con attenzione.

I volontari lanciano un appello: Angelo vuole vivere, lo dimostra ogni giorno. Da solo però non ce la può fare». Chiunque può aiutare, anche con un piccolo gesto, per dargli la possibilità di trascorrere una vecchiaia dignitosa. Una speranza che cammina piano Angelo non chiede molto: tempo, cure e rispetto. Dopo l’abbandono e l’indifferenza, ora ha una possibilità. Farlo vivere significa non voltarsi dall’altra parte. Anche questa volta, la differenza può farla la solidarietà.

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