Cagliari, il paradosso di via Porcell: se il degrado parla “accademico” la sanzione non arrriva?
C’è una Cagliari che brilla sotto il sole del Mediterraneo e c’è una Cagliari che, invece, sembra sgretolarsi sotto il peso dell’incuria e della burocrazia. Uno degli esempi più lampanti di questo “doppio binario” del decoro urbano si trova in via Porcell, nel cuore della cittadella medica e accademica. Al centro delle polemiche, una recinzione di proprietà dell’Università degli Studi di Cagliari che versa in condizioni di palese abbandono.
La questione, sollevata con forza da diversi residenti e frequentatori della zona, non è solo estetica, ma solleva un interrogativo di natura squisitamente civica: la legge è davvero uguale per tutti?
Il "caso" via Porcell: due pesi e due misure?
Il malumore che serpeggia tra i cagliaritani nasce da un confronto quotidiano con la solerzia della polizia Locale. È cronaca nota: se a un privato cittadino cade un frammento di cornicione o se il prospetto di un palazzo storico non è perfettamente a norma, le sanzioni arrivano con una puntualità svizzera. Ordinanze di ripristino, multe salate e obbligo di messa in sicurezza sono il pane quotidiano per chi possiede un immobile nel centro storico.
Eppure, percorrendo via Porcell, la vista della recinzione universitaria racconta una storia diversa. Ruggine, instabilità e un senso di trascuratezza che mal si concilia con l'importanza dell'istituzione che rappresenta. "Perché l'Università non viene sanzionata?", chiedono i cittadini. "Se fosse stato il mio cancello, a quest'ora avrei già una cartella esattoriale sul tavolo".
LEGGI ANCHE: Cagliari, via Porcell sbarrata: “Castello soffocato dalle transenne e traffico in tilt”
Le competenze del Comune: si può sanzionare l'Ateneo?
La risposta tecnica è: sì. L'amministrazione comunale ha non solo il potere, ma il dovere di intervenire attraverso il Regolamento di Polizia Urbana e le norme sul decoro. Il sindaco, in qualità di autorità sanitaria e di pubblica sicurezza, può emettere ordinanze contingibili e urgenti se lo stato di degrado di un manufatto — anche se appartenente a un ente pubblico come l'Università — rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità o un danno grave all'immagine della città.
Il fatto che il proprietario sia un ente pubblico non garantisce un'immunità diplomatica dal Codice della Strada o dai regolamenti edilizi.
Verso una soluzione
La richiesta dei residenti è chiara: una ricognizione immediata da parte degli uffici comunali e, se necessario, l'applicazione delle medesime sanzioni previste per i comuni mortali. Via Porcell non può restare una "zona franca" del decoro. In una città che punta tutto sul turismo e sulla qualità della vita, la credibilità dell'amministrazione passa anche per la capacità di esigere il rispetto delle regole da chiunque, sia esso un singolo cittadino o un prestigioso Ateneo.