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Cagliari, zona di via Podgora invasa dai rifiuti: addio vecchi mastelli, ecco porta a porta e nuovi controlli

Il Comune approva il progetto con Anci e Conai: nuove postazioni condominiali, macchina per il Pet e governo del territorio
La Redazione

Troppi rifiuti in zona via Podgora a Cagliari, si cambia rotta

A Cagliari prende forma un nuovo progetto per migliorare la raccolta differenziata e contrastare l’abbandono dei rifiuti nei quartieri più critici. L’amministrazione comunale ha approvato un piano operativo che partirĆ  dal quartiere di San Michele, con l’obbiettivo di rendere il sistema più efficiente e aumentare la partecipazione dei cittadini.


Il progetto rientra nell’accordo quadro tra l’Anci e il Conai e prevede una serie di interventi concreti per migliorare la gestione dei rifiuti, rafforzare il decoro urbano e incrementare la percentuale di materiali riciclati.


Secondo il piano approvato dal Comune di Cagliari, l’obiettivo principale consiste nel raggiungere nel medio periodo una percentuale di raccolta differenziata almeno del 75%, in linea con la media cittadina e con gli standard previsti dalle politiche ambientali nazionali ed europee.


L’area interessata dal progetto
La sperimentazione interesserĆ  una porzione ben definita del quartiere San Michele, dove si registrano da tempo difficoltĆ  nella gestione dei rifiuti e nel corretto conferimento della raccolta differenziata. Il perimetro coinvolto comprende diverse vie e piazze della zona, tra cui via Podgora, via La Somme, via Carnia, via Ardenne, piazza Verdun, via Ortigara, via Laghi Masuri e via Premuda.


In quest’area vivono circa 800-1000 residenti, che rappresentano il bacino di utenza su cui verrĆ  sperimentato il nuovo sistema di raccolta.


Le criticitĆ  riscontrate nei sopralluoghi
Le verifiche tecniche effettuate nell’area hanno evidenziato numerosi problemi nella gestione dei rifiuti. In particolare sono stati individuati cassonetti carrellati fatiscenti e obsoleti, spesso non omologati secondo lo standard previsto dalla norma Uni 11686, che stabilisce i colori e gli elementi di identificazione per i contenitori della raccolta differenziata.


In diversi casi i cassonetti risultano utilizzati senza distinzione tra utenze domestiche e utenze non domestiche, con la conseguente presenza di rifiuti di varia provenienza e frequenti fenomeni di abbandono indiscriminato.

Durante i sopralluoghi ĆØ emersa inoltre la necessitĆ  di rivedere o eliminare alcune postazioni di cassonetti, bonificare alcune aree degradate e riprogettare le frequenze di raccolta, che attualmente risultano irregolari e poco efficaci.

Tra gli esempi più evidenti delle criticitĆ  riscontrate c’è la postazione tra via Podgora e via La Somme, dove ĆØ stata documentata una situazione particolarmente complessa: in un unico punto risultano presenti ben 42 cassonetti di dimensioni e condizioni differenti, con rifiuti sparsi a terra e scarti di frutta e verdura in stato di decomposizione.
Questi accumuli attirano animali e volatili, aggravando ulteriormente le condizioni igieniche e il degrado dell’area.


Porta a porta condominiale nelle zone più critiche
Il cambiamento più importante riguarderà la modalità di raccolta dei rifiuti. In diverse aree del quartiere, dove negli ultimi anni si sono registrate criticità gestionali e fenomeni di abbandono dei rifiuti, il sistema passerà dalla raccolta stradale tradizionale a una raccolta porta a porta di tipo condominiale.
In pratica verranno allestite postazioni dedicate per ogni condominio, dotate di nuove attrezzature e carrellati personalizzati.

Ogni contenitore sarĆ  contrassegnato con adesivi che indicheranno via e numero civico, un sistema pensato per responsabilizzare direttamente i residenti e scoraggiare conferimenti impropri o abusivi.


Questa fase iniziale, definita Start Up, durerƠ circa due settimane e includerƠ anche un censimento puntuale delle utenze domestiche. Durante le verifiche sono giƠ state analizzate 376 utenze domestiche distribuite in 28 condomƬni, oltre ad alcune abitazioni singole.


Il censimento servirĆ  ad allineare i dati reali con le informazioni della banca dati TARI, permettendo di dimensionare correttamente le postazioni e migliorare l’organizzazione del servizio.


Coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni
Il progetto punta molto sulla partecipazione attiva della comunitĆ . Prima dell’avvio del nuovo sistema sono previsti incontri con gli amministratori di condominio, oltre alla distribuzione di nuovi ecocalendari e guide pratiche sul corretto conferimento dei rifiuti.


Il Comune prevede inoltre un contributo simbolico di 5000 euro destinato alle associazioni di volontariato che collaboreranno nelle attivitĆ  di informazione e sensibilizzazione.


Sei mesi di monitoraggio e iniziative nel quartiere
Dopo la fase iniziale partirĆ  il Follow Up, che durerĆ  sei mesi e includerĆ  numerose attivitĆ  nel quartiere: gazebo informativi ogni due settimane, incontri con scuole, parrocchie e associazioni, laboratori sul riuso e iniziative di pulizia partecipata degli spazi pubblici.


Parallelamente verrĆ  avviato un sistema di monitoraggio quantitativo e qualitativo dei rifiuti raccolti, con analisi merceologiche periodiche per verificare la qualitĆ  della differenziata e correggere eventuali criticitĆ .


Macchina per il recupero delle bottiglie PET
Tra le iniziative più innovative del progetto rientra anche l’installazione di una macchina per la raccolta selettiva delle bottiglie in plastica PET del circuito RecoPet promosso dal consorzio COREPLA.
La macchina verrĆ  posizionata nella piazzetta di via La Somme e permetterĆ  ai cittadini di conferire le bottiglie ottenendo premialitĆ  e sconti nei negozi aderenti. Nelle prime settimane saranno presenti anche facilitatori ambientali, incaricati di spiegare il funzionamento del sistema e promuovere comportamenti sostenibili.
ā€œL’attuale sistema non aiuta i cittadini della zona a effettuare bene la raccoltaā€ spiega l’assessora all’Ecologia Luisa Giua Marassi, ā€œtelecamere e sanzioni non ci hanno aiutato. Ora se i risultati di questo progetto saranno positivi, il modello sperimentato nella zona di via Podgora potrĆ  essere esteso anche ad altri quartieri della cittĆ , a partire da Sant’Eliaā€.

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