Cagliari, addio a Stefano De Virgiliis: scienziato della pediatria
Cagliari, addio a Stefano De Virgiliis: scienziato della pediatria. La comunitร scientifica e medica saluta con commozione il Professor Stefano De Virgilis, figura centrale nella pediatria e nellโematologia italiana. La sua ereditร rimane fortemente legata agli studi sulle complicanze epatiche nei pazienti talassemici.
Dopo un periodo formativo a Perugia accanto al Professor Antonio Cao, De Virgilis tornรฒ in Sardegna e contribuรฌ alla crescita di unโรฉquipe di eccellenza. Insieme a Renzo Galanello, Mario Furbetta e altri giovani medici che oggi portano avanti il suo insegnamento. Tra questi, Mauro Congia, che continua a diffondere i principi di ricerca e cura trasmessi dal maestro.
De Virgilis promosse con lungimiranza la vaccinazione contro lโepatite B nei pazienti talassemici e introdusse i primi test per lโepatite C, allora conosciuta come โepatite non A non Bโ. Eseguรฌ migliaia di biopsie epatiche e raccolse dati fondamentali per comprendere e trattare le patologie del fegato. Parallelamente contribuรฌ allo sviluppo della gastroenterologia pediatrica e della nutrizione pediatrica. Collaborรฒ con la SIGENP e fondando il laboratorio di Gastroenterologia e Malattie del Metabolismo allโOspedale Microcitemico.
La rete sarda per le malattire rare
Il professore creรฒ anche il servizio di malattie metaboliche e spinse la nascita della rete sarda per le malattie rare, garantendo diagnosi e cure in tutta lโIsola. Nella sua attivitร formativa guidรฒ e ispirรฒ intere generazioni di pediatri. Tra i suoi allievi figurano Mauro Congia e Rita Frau in gastroenterologia pediatrica, Maria Grazia Clemente nelle epatiti autoimmuni, Franco Lilliu nelle malattie metaboliche, Georgios Loudianos nel morbo di Wilson e Francesco Cucca nella genetica delle malattie autoimmuni.
Dirigendo cliniche pediatriche, la Scuola di Specializzazione in Pediatria e il Centro di Coordinamento Regionale per le Malattie Rare, De Virgilis costruรฌ un patrimonio di conoscenze e servizi che oggi continua a vivere grazie ai suoi allievi.
La Sardegna e lโItalia perdono un maestro, ma la sua visione resta viva nella medicina e nella ricerca.