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Cagliari, bufera sulla scuola Satta: “Cantieri infiniti e alunni a lezione in sala mensa”

Ritardi, cantieri incompleti e alunni che fanno lezione in sala mensa. I consiglieri Mura e Sulis attaccano la GIunta Zedda
Paolo Rapeanu

Cagliari, i consiglieri Mura e Sulis attaccano la Giunta Zedda: “Famiglie e bambini trattati in modo inaccettabile”

Cagliari, ĆØ bufera sulla scuola Satta. Dovevano essere disagi minimi e temporanei. Invece, a mesi di distanza dalle rassicurazioni dell’amministrazione comunale, la situazione della scuola dell’infanzia Satta-Spano-De Amicis continua a essere segnata da ritardi, cantieri incompleti e polemiche politiche sempre più accese.

Solo pochi mesi fa l’assessorato alla Pubblica Istruzione aveva assicurato al Consiglio comunale e alle famiglie che i lavori nella sede storica di via Angioy sarebbero proceduti senza particolari problemi. Oggi, secondo i consiglieri comunali Roberto Mura e Roberta Sulis, la realtĆ  racconta tutt’altra storia: cinque sezioni trasferite altrove, tempi incerti per il rientro e una gestione definita opaca.

La protesta dei consiglieri a Cagliari sulla scuola Satta

Per fare chiarezza sulla vicenda, Mura e Sulis hanno presentato un’interrogazione urgente in Consiglio comunale. Nel documento chiedono spiegazioni sui ritardi nei lavori e sulle condizioni di sicurezza della struttura, denunciando una situazione che, a loro giudizio, penalizza famiglie, bambini e personale scolastico.

Dal giugno scorso, infatti, cinque sezioni della scuola sono state trasferite nella sede di via Falzarego. Qui i bambini svolgono le attivitĆ  didattiche nella sala mensa, una sistemazione che insegnanti e genitori descrivono come provvisoria ma ormai diventata permanente.

Secondo i due consiglieri si tratta di una condizione inaccettabile per una città che ambisce a essere moderna e attenta ai servizi educativi. La scuola, sostengono, non può trasformarsi in un accampamento logistico.

Sicurezza e trasparenza al centro delle accuse

La protesta dei consiglieri a Cagliari sulla scuola Satta

Dal giugno scorso, infatti, cinque sezioni della scuola sono state trasferite nella sede di via Falzarego. Qui i bambini svolgono le attivitĆ  didattiche nella sala mensa, una sistemazione che insegnanti e genitori descrivono come provvisoria ma ormai diventata permanente.

Secondo i due consiglieri si tratta di una condizione inaccettabile per una città che ambisce a essere moderna e attenta ai servizi educativi. La scuola, sostengono, non può trasformarsi in un accampamento logistico.

Sicurezza e trasparenza al centro delle accuse

Le criticitĆ  non riguardano soltanto l’organizzazione degli spazi provvisori. Le segnalazioni che arrivano dal cantiere della sede di via Angioy destano preoccupazione anche sul fronte della sicurezza.

Nonostante l’installazione di una scala antincendio, nell’area sarebbero presenti elementi metallici esposti e potenzialmente pericolosi. Inoltre, le porte antipanico continuerebbero a presentare malfunzionamenti che impediscono il collaudo definitivo dell’edificio e quindi la riapertura della scuola.

Famiglie allo stremo

Nel frattempo il disagio delle famiglie cresce. Il centro storico rischia di perdere un presidio educativo fondamentale e, secondo i consiglieri, alcune famiglie dei quartieri Marina e Stampace starebbero giĆ  valutando di ritirare le iscrizioni.

L’appalto per l’installazione delle nuove porte ĆØ stato assegnato il 9 marzo, ma sulle tempistiche di conclusione dei lavori non ci sono indicazioni precise. Proprio per questo l’interrogazione presentata in aula chiede un cronoprogramma chiaro e una data certa per il rientro degli alunni nella sede di via Angioy.

Cinque i punti su cui si attendono risposte dall’amministrazione: le cause dei ritardi, la sicurezza del cantiere, i tempi per la riapertura, le ragioni del diniego al sopralluogo e gli interventi urgenti per migliorare la sede provvisoria di via Falzarego.

Per Mura e Sulis il tempo delle rassicurazioni ĆØ finito. Ora servono spiegazioni e soprattutto soluzioni rapide, perchĆ© la scuola dell’infanzia non può restare ostaggio dei ritardi burocratici e delle incertezze della politica.

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