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Cagliari, aprono solo ristoranti e b&b: addio alle giovani coppie

Acquisti quasi tutti online, si esce solo per bere e mangiare. 35mila abitanti persi dal 2000: facile trovare una casa vacanze o un locale food che un’abitazione in affitto
Paolo Rapeanu

Nel centro storico di Cagliari molti meno residenti e netto aumento di turisti

A Cagliari arrivano quasi a stenderti il tappeto rosso se prenoti un b&b o una casa vacanze. Se, invece, il tentativo รจ quello di avere un tetto per mettere su famiglia, si fa prima a cercare nei Comuni della cittร  metropolitana.

Cagliari, boom di ristoranti e b&b mentre scompaiono le case “standard”

Quartu, Assemini, Elmas, Sestu, Quartucciu, Monserrato, Capoterra, Sarroch, Pula e Selargius, giusto per elencare le cittร  piรน gettonate da chi deve costruirsi una vita, non una vacanza.

A differenza del capoluogo sardo, dove non si morirร  mai di fame o di sete visti i tanti locali food aperti, ma di sicuro si finisce in bolletta se si tenta di vendere qualcosa che non sia giร  presente online.

A conforto di una "fotogafia sociale" ben chiara, relativa appunto a Cagliari, arrivano i dati della Confcommercio Sud Sardegna,fresca di evento-convegno al Comune.

"I centri storici non sono musei a cielo aperto nรฉ semplici attrazioni turistiche, ma il motore sociale ed economico delle cittร ", questo l'urlo dei presenti all'evento.

Centro storico di Cagliari: meno residenti, piรน turismo e 1000 negozi in meno in 15 anni 

I dati snocciolati dal segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari, Cristiano Erriu, sono cristallini. E allarmanti: negli ultimi 30 anni Cagliari ha perso circa 35mila abitanti, con un progressivo spopolamento delle aree centrali. 

Parallelamente, perรฒ, le famiglie sono aumentate, passando da circa 67mila nel 2003 a 78mila oggi ma diventando sempre piรน piccole, anziane e spesso monoparentali.

Un cambiamento strutturale che incide direttamente sulla domanda di commercio e servizi di prossimitร . Sul fronte economico, i numeri sono ancora piรน duri: negli ultimi 15 anni hanno chiuso circa 1200 imprese commerciali attive nel centro storico di Cagliari, 1073 se si considerano le sole imprese registrate. Un dato definito "impressionante", che riflette un trend simile anche nel resto della Cittร  Metropolitana.

A fronte delle chiusure, si registra perรฒ una crescita selettiva: +511 tra bar e ristoranti e +224 imprese di alloggio. In totale, 735 attivitร  in piรน legate a ristorazione e ospitalitร . Bar, paninoteche, ristoranti, b&b, case vacanza o per brevi periodi, insomma.

Il risultato: i centri storici diventano sempre piรน "alberghi all'aperto", con una concentrazione di b&b, mentre scompaiono artigiani, fruttivendoli e negozi di quartiere.

Molte nuove attivitร , inoltre, hanno una vita breve:ย aprono e chiudono rapidamente, generando instabilitร  e abbassando la qualitร  urbana. Tra le criticitร  evidenziate: monocultura commerciale, offerta standardizzata, insegne assenti o improvvisate, scarsa integrazione con il contesto urbano, oltre a rumore, rifiuti e conflitti crescenti con i residenti.

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I dati illustrati da Confcommercio Sud Sardegna confermano che la concorrenza oggi non รจ piรน tra strade, ma tra canali di vendita.

Nel 2025 l'e-commerce supera i 60 miliardi di euro, pari all'11% dei consumi, con l'84% delle famiglie sarde connesse a internet.

A incidere sono quattro grandi fattori: e-commerce, accessibilitร  e parcheggi, concorrenza dei centri commerciali extraurbani, costi elevati e vincoli urbanistici.

Online si acquistano soprattutto abbigliamento (23%), ma crescono anche casa, pasti e ristorazione.

Un altro segnale critico riguarda l'imprenditoria: crescono le imprese femminili, mentre quelle giovanili mostrano segnali "del tutto negativi". Le imprese straniere rappresentano ormai circa un terzo del commercio al dettaglio.

"I centri storici non sono una cartolina, ma vere e proprie infrastrutture sociali ed economiche", ha sottolineato Erriu.

"Il nostro obbiettivo รจ quello di costruire indicatori che consentano di analizzare e monitorare demografia, accessibilitร , struttura commerciale e qualitร  urbana. Solo cosรฌ le politiche pubbliche possono essere efficaci, sostenibili e di lungo periodo".

La proposta รจ quella di un cruscotto di analisi periodica, condiviso e aggiornato, a supporto delle decisioni politiche.

Per Emanuele Frongia, presidente Fipe Confcommercio Sud Sardegna, "il centro storico รจ un bene collettivo: non solo uno spazio fisico, ma un luogo di vita quotidiana. Far tornare le persone nel cuore della cittร  รจ la vera sfida. Per tutti, lo scomodo deve diventare comodamente affrontabile".

Un tema che riguarda Cagliari come Firenze: "Il soft power italiano passa anche dai suoi centri storici".

Il vice direttore nazionale Fipe Luciano Sbraga ha ricordato che "oggi viviamo dentro un'economia dei servizi: il 41% del valore aggiunto si crea nelle cittร  metropolitane. Se le cittร  non girano, non gira il Paese", sottolineando la necessitร  di politiche urbane orientate allo sviluppo e non solo alla regolazione. Anche Aldo Cursano, vice presidente nazionale Fipe Confcommercio, ha ricordato che รจ "necessario tutelare i locali storici del Paese soprattutto rilanciandone il valore sociale, culturale ed economico", ricordando che Firenze รจ stata l'apripista di una pianificazione per trovare soluzioni di convivenza tra residenti e attivitร  produttive. 

Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Marco Mainas ha lanciato l'allarme: "I centri storici vivono una profonda difficoltร  sociale e culturale. Perdiamo in media cinque negozi al giorno, lasciando intere vie senza identitร . Il rischio รจ una cittร  monoculturale, schiacciata solo su turismo e ristorazione. Serve una svolta per il rilancio del commercio".

Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha accolto la proposta di Confcommercio e Camera di Commercio: "I fenomeni che viviamo sono mondiali e non possiamo fermarli. Le abitudini sono cambiate, ma possiamo governare il cambiamento. Dove vive bene il turista, vive bene anche il cittadino".

Dal confronto รจ emersa la necessitร  di una vera cassetta degli attrezzi: regolamenti comunali, politiche urbanistiche mirate, incentivi selettivi, formazione, patti antisfitto e gestione dei canoni, per ricostruire un mix commerciale di qualitร  e ridurre i conflitti tra residenti ed esercenti.

Il convegno si รจ chiuso con un impegno condiviso: mettere i dati al centro delle scelte per ridare futuro ai centri storici e riportarli ad essere luoghi vissuti, abitati e accessibili.

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