Cagliari, riapre il palazzo Sorcesco: “Spazio ad attività sociali e culturali per giovani”
Nuovo nome, Palazzo De Magistris. L’assessora Anna Puddu: “Contiamo di iniziare entro l’anno”. Dopo cinque anni di chiusura, uno degli edifici storici del centro di Cagliari si prepara a tornare alla città con una nuova identità e una nuova missione. Il palazzo Sorcesco diventerà infatti Palazzo De Magistris, uno spazio dedicato in particolare alle attività sociali, culturali e ricreative rivolte ai giovani.
La decisione è stata formalizzata oggi in Giunta comunale con l’approvazione di due delibere considerate strategiche dall’amministrazione. L’obiettivo è restituire alla comunità un immobile rimasto inutilizzato troppo a lungo, trasformandolo in un punto di riferimento per iniziative culturali e di aggregazione giovanile.
Un nuovo spazio per i giovani
Il progetto punta a creare un luogo aperto e dinamico, in cui associazioni, gruppi e realtà del territorio possano organizzare attività, laboratori, eventi culturali e momenti di incontro. L’idea è quella di dare vita a un centro capace di favorire partecipazione, creatività e inclusione.
Il nuovo Palazzo De Magistris sarà quindi pensato come uno spazio polifunzionale: sale per incontri e workshop, aree per iniziative artistiche e culturali e ambienti destinati alla socialità. Un modello che guarda soprattutto alle nuove generazioni, con l’intento di offrire opportunità di crescita e partecipazione alla vita cittadina.
Le delibere approvate in Giunta
A spiegare l’importanza del provvedimento è l’assessora Anna Puddu, che sottolinea il valore del passaggio approvato dall’esecutivo comunale.
"Oggi in Giunta abbiamo approvato due delibere importantissime – spiega –. Finalmente, dopo cinque anni di chiusura, Palazzo De Magistris riapre e ospiterà una serie di attività sociali, culturali e ricreative dedicate ai giovani".
Le delibere rappresentano il primo passo operativo per la riattivazione dell’immobile e per l’avvio delle attività che dovranno animare il nuovo spazio cittadino.
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Obbiettivo apertura entro l’anno
L’amministrazione punta ora a rispettare un cronoprogramma che consenta di avviare le prime iniziative nel giro di pochi mesi. «Contiamo di iniziare entro l’anno», conferma Puddu, indicando l’orizzonte temporale entro cui il palazzo potrebbe tornare a essere vissuto dai cittadini.
La riapertura segna quindi un passaggio simbolico e concreto: recuperare un edificio storico e trasformarlo in un luogo dedicato ai giovani e alla cultura. Un modo per restituire vita a uno spazio rimasto a lungo chiuso e per investire, allo stesso tempo, sul protagonismo delle nuove generazioni.