Monte Urpinu in balìa della devastazione e incuria, uno dei parchi di Cagliari nel degrado
Doveva essere un’oasi di pace, un rifugio urbano per ritrovare equilibrio e serenità, il parco di Monte Urpinu a Cagliari. Nell’aprile 2025 il Comune aveva presentato con entusiasmo il progetto di forest bathing a Monte Urpinu, ispirato alla pratica giapponese dello shinrin-yoku, il “bagno di foresta” capace di ridurre stress e ansia grazie al contatto diretto con la natura. Oggi, però, quello stesso scenario appare irriconoscibile.
Il forte maltempo che ha colpito la città nelle settimane scorse ha trasformato il parco in un paesaggio quasi bellico. Tronchi sradicati, rami spezzati e sentieri invasi dai detriti raccontano una realtà ben lontana dall’immagine di benessere e armonia evocata appena un anno fa. Camminare tra i vialetti di Monte Urpinu significa oggi fare i conti con un senso diffuso di abbandono.
Dal relax al disagio
L’idea del forest bathing puntava a offrire ai cittadini un’esperienza immersiva nella natura, tra profumi di resina e silenzi rigeneranti. Ma la situazione attuale ribalta completamente la promessa iniziale: più che una terapia contro il cortisolo, una passeggiata nel parco rischia di amplificare il disagio. Qualcuno, come il consigliere comunale Pierluigi Mannino, parla con amara ironia “di forest bombing, un’immersione non nella quiete ma nelle ferite del verde urbano”.
Il contrasto è evidente e colpisce residenti e visitatori. Panchine inutilizzabili, percorsi interrotti e aree ancora non messe in sicurezza rendono difficile persino una semplice camminata. Altro che meditazione: qui domina il senso di precarietà.
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La polemica politica
La questione è approdata anche in Consiglio comunale. Il capogruppo di Fratelli d'Italia Pierluigi Mannino ha presentato un’interrogazione all’assessora al Verde Pubblico Luisa Giua Marassi, chiedendo "chiarimenti sullo stato di degrado del parco e sui tempi previsti per il ripristino".
"Il parco è un campo di battaglia, con tronchi sradicati e rami sparsi come macerie di guerra", denuncia Mannino. "Il top per una meditazione immersiva nel trauma urbano. Ora, invece, il nostro percorso terapeutico è perfetto per un forest bombing: passeggiate tra rovine verdi, zero cortisolo in meno e un sacco di PTSD regalato. Prossima iniziativa: shinrin-yoku con pale e motosega?".
Al centro del dibattito non c’è solo la gestione dell’emergenza post-ciclone, ma anche la credibilità di progetti che puntano sul benessere ambientale senza garantire una manutenzione costante. La distanza tra l’annuncio e la realtà, in questo caso, appare difficile da ignorare.
Quale futuro per Monte Urpinu
Resta ora da capire se e quando Monte Urpinu potrà tornare a essere quel luogo di equilibrio e rigenerazione immaginato un anno fa. Per molti cittadini, la priorità è semplice: ripulire, mettere in sicurezza e restituire dignità a uno dei parchi più amati di Cagliari. Solo allora, forse, si potrà tornare a parlare davvero di forest bathing. Senza ironie, e soprattutto senza macerie.