Cagliari, pronto soccorso al limite: barelle esaurite, ambulanze ridotte e personale insufficiente
Il sistema dell’emergenza sanitaria e dei pronto soccorso a Cagliari è sempre più vicino al punto di rottura. Tra carenza cronica di personale, mezzi di soccorso insufficienti e ospedali saturi, il quadro che emerge dalle testimonianze degli operatori del 118 è allarmante. A raccontarlo inviando foto, video e informazioni dettagliate a Cagliari News, “ma non metta i nostri nomi, sennò rischiamo grossi guai e di perdere il posto”, sono gli stessi soccorritori impegnati ogni giorno in prima linea, costretti a fare i conti con una macchina organizzativa che fatica a reggere l’urto delle richieste di assistenza.
Barelle introvabili e attese senza fine
All’esterno dell’ospedale Brotzu si accumulano ambulanze in attesa di poter consegnare i pazienti. Una scena che si ripete ormai quotidianamente, con equipaggi bloccati per ore prima di riuscire a liberare le barelle e tornare operativi sul territorio. Dentro il pronto soccorso la situazione non è migliore: oltre venti pazienti risultano barellati solo nell’area di emergenza, mentre nella sala d’attesa si contano circa quaranta persone tra pazienti e familiari, con numeri in costante aumento.
Il fenomeno dell’overboarding, ovvero il trasferimento continuo di pazienti da un ospedale all’altro a causa della mancanza di posti letto, contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro. Le strutture si rimbalzano i malati, allungando i tempi e aumentando la pressione su un sistema già al collasso.
Monitor saturi e codici rossi in attesa
Anche al Policlinico di Monserrato la situazione resta critica. I display del pronto soccorso continuano a segnalare la presenza di codici rossi in carico, con tempi di attesa destinati ad allungarsi. Secondo quanto riferito dagli operatori, gli orari indicati dai sistemi di monitoraggio risultano spesso identici per lunghi periodi, segno evidente di un flusso bloccato e di difficoltà nella gestione dei casi più gravi.
Non si tratta solo di una percezione esterna: il disagio è condiviso anche dal personale sanitario all’interno dei reparti, costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e con risorse limitate.
Il nodo dei posti letto e del personale
Il problema principale resta la carenza strutturale di posti letto. Gli ospedali non hanno più la capacità fisica di accogliere nuovi pazienti, e questo blocca a cascata tutto il sistema dell’emergenza. Senza dimissioni e senza ricambio, le barelle diventano l’unica soluzione temporanea, trasformando i pronto soccorso in reparti di degenza improvvisati.
A peggiorare ulteriormente la situazione è la progressiva riduzione del personale. Le proroghe per i cosiddetti medici a gettone stanno terminando, e senza nuovi inserimenti il rischio è quello di un drastico ridimensionamento del servizio. Secondo le stime degli operatori, mancano almeno quaranta professionisti tra medici da impiegare sui mezzi di soccorso avanzato e personale da destinare ai presidi ospedalieri.
Il rischio di un blocco del sistema
La preoccupazione più grande riguarda il futuro prossimo. Senza un intervento immediato, il sistema dei pronto soccorso cagliaritani potrebbe non essere più in grado di garantire un servizio continuo. Non si tratta di scioperi o proteste, ma di una carenza oggettiva di risorse umane e strutturali.
Gli operatori parlano di un rischio concreto che, entro pochi mesi, alcune strutture possano cessare o ridurre drasticamente le attività. Un’eventualità che metterebbe in seria difficoltà l’intera rete sanitaria del territorio, lasciando scoperta una fascia di popolazione sempre più ampia.
Un’emergenza nell’emergenza
Quella che si sta vivendo a Cagliari è, a tutti gli effetti, un’emergenza nell’emergenza. Da un lato i cittadini che chiedono assistenza, dall’altro un sistema che fatica a rispondere. In mezzo, medici, infermieri e soccorritori che continuano a garantire il servizio nonostante condizioni sempre più critiche.
Il rischio è che il collasso, più volte annunciato, diventi realtà. E a quel punto non basteranno più soluzioni tampone: servirà una riorganizzazione profonda e immediata per evitare che il diritto alla salute si trasformi in un percorso a ostacoli.