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Cagliari, l’agonia di via Dettori: da salotto della movida a discarica a cielo aperto

Oltre due anni fa i primi crolli e le evacuazioni, il cuore del quartiere Marina resta una ferita aperta
Paolo Rapeanu

Da salotto cittadino a discarica a cielo aperto, l’agonia di via Dettori a Cagliari


C’era una volta il cuore pulsante della Marina, in via Dettori a Cagliari. Una via fatta di profumi di cucina tipica, chiacchiere tra i tavolini all’aperto e il passaggio incessante di turisti e cagliaritani. Oggi, via Dettori sembra lo scenario di un film post-apocalittico, dove il tempo si è fermato a quel maledetto inizio 2023, quando le prime crepe profonde nei palazzi imposero l’evacuazione d’urgenza e i sigilli. Ma se il tempo per la ricostruzione è fermo, quello del degrado corre veloce.

Via Dettori a Cagliari, una discarica tra i sigilli

A sollevare il velo su uno scempio che è sotto gli occhi di tutti (ma apparentemente invisibile a chi dovrebbe intervenire) è Pierluigi Mannino. La denuncia è amara: via Dettori si è trasformata in un vero e proprio “muntunaxriu”. Per i non sardi: una discarica, un cumulo di macerie e rifiuti che cresce giorno dopo giorno.

Le transenne, nate per proteggere i passanti dal rischio di crolli, sono diventate il perimetro di un’area franca dove l’inciviltà di pochi incontra l’inerzia di molti. Sacchi di plastica, avanzi di cibo, bottiglie vuote e detriti si accumulano lì dove un tempo si passeggiava verso piazza San Sepolcro. Un paradosso intollerabile per una città che punta tutto sul turismo e sulla riqualificazione urbana.

Il muro del "burocratese"

Il problema, come sottolineato da Mannino, non è solo l’inciviltà del singolo che abbandona il rifiuto. Il vero nodo è la gestione del servizio. Se il cittadino sporca, l’amministrazione ha il dovere di pulire e, possibilmente, sanzionare. Invece, chi prova a segnalare lo stato di abbandono della via si scontra con un muro di gomma fatto di "burocratese" stretto.

Le risposte degli uffici competenti sembrano fotocopie: rimpalli di responsabilità tra settori, attese tecniche infinite e una cortina di nebbia normativa che giustifica l'immobilità. Nel frattempo, i residenti evacuati restano fuori casa e i commercianti della zona, quelli sopravvissuti, vedono il deserto avanzare.

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Un’offesa alla dignità cittadina: "Ripulite via Dettori a Cagliari"

In attesa che la magistratura e le perizie tecniche chiariscano colpe e responsabilità sui cedimenti strutturali, la città non può permettersi di lasciare che un pezzo del suo centro storico marcisca. Non è solo una questione di decoro, ma di igiene pubblica e rispetto per chi in quella strada ha investito vita e risparmi.

Via Dettori oggi non è solo una strada chiusa per pericolo di crolli; è il simbolo di una città che rischia di crollare sotto il peso della propria trascuratezza. Restituire dignità a questo scorcio di Cagliari non richiede solo calcoli strutturali, ma una volontà politica che, al momento, sembra latitare.

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