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Spariti muratori ed elettricisti, a Cagliari il 55% delle imprese non trova lavoratori qualificati

L’allarme di Confartigianato: un danno da 107 milioni di euro
Ennio Neri

Allarme in Provincia Cagliari, il 55% delle imprese senza lavoratori qualificati: danno da 107 milioni

La Sardegna si trova oggi a fare i conti con un grave problema che minaccia la competitivitĆ  delle sue imprese artigiane: la difficoltĆ  di reperire personale qualificato. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, le piccole e medie imprese (PMI) faticano a trovare addetti con le competenze richieste. Nel 2025, su 15.290 posizioni aperte, solo 6.840 sono state coperte, con un tasso di mismatch che sfiora il 55,3%, in aumento rispetto al 2024 (53,7%). Questo gap ha generato danni economici diretti per oltre 206 milioni di euro.

Le cause del mismatch: una crisi che affonda le radici nel sistema formativo

Le ragioni di questa carenza sono molteplici. Da una parte, la crisi demografica ha invecchiato la popolazione, con l’etĆ  media dei lavoratori sardi che ĆØ passata da 38 a 43 anni in soli 20 anni. Dall’altra, la formazione scolastica non ĆØ più in grado di rispondere alle esigenze delle imprese locali, con una crescente discrepanza tra i corsi di studio e le competenze richieste dal mercato. Il 35,7% delle aziende segnala una mancanza di candidati adeguati, mentre il 18,9% lamenta una preparazione inadeguata dei giovani.

Imprese in difficoltĆ  e reazioni tardive: aumenti salariali e flessibilitĆ  non bastano

Nonostante gli sforzi degli imprenditori, che offrono aumenti salariali, orari più flessibili e collaborazioni con scuole e istituti tecnici, il problema persiste. Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, sottolinea l’urgenza di una risposta istituzionale per riformare il sistema formativo, puntando su una formazione qualificante che soddisfi i fabbisogni delle imprese. La difficoltĆ  di reperire lavoratori non solo danneggia le imprese, ma si riflette anche sulla qualitĆ  dei servizi per i cittadini, con ritardi e mancate risposte alle richieste professionali.

Settori più colpiti: edile e tecnologico

Alcuni settori sardi sono particolarmente vulnerabili a questa carenza. Le figure professionali più difficili da reperire sono i muratori (68,9%), gli elettricisti (73,2%), i meccanici (78,5%), e gli autisti di camion (64,4%). A queste figure si aggiungono anche competenze legate alla transizione digitale, come la gestione di big data e la realtà aumentata, difficili da trovare per il 55,5% delle imprese sarde.

Il futuro dell’artigianato sardo passa per la formazione e il ricambio generazionale

Il mismatch in Sardegna ĆØ diventato un ostacolo strutturale alla crescita economica. Il ricambio generazionale ĆØ fondamentale per garantire la continuitĆ  delle imprese e favorire la crescita in un contesto sempre più orientato verso la digitalizzazione e la sostenibilitĆ . Le micro e piccole imprese sarde hanno bisogno di politiche che potenziano la formazione duale e l’apprendistato, per garantire che le nuove leve siano pronte a rispondere alle sfide dei settori in evoluzione.

Formare i giovani oggi per garantire il futuro dell’artigianato sardo

Solo con una strategia condivisa tra scuola, imprese e istituzioni sarĆ  possibile invertire la tendenza e dare un futuro solido all’artigianato sardo. Gli imprenditori sardi chiedono un impegno concreto per investire sullProvincia di Cagliari, il 55% delle imprese non trova lavoratori qualificati: ĆØ questa la fotografia più preoccupante che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati Excelsior 2025. Il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro colpisce duramente il tessuto produttivo del territorio e mette a rischio la tenuta economica locale.

Nel 2025 le piccole e medie imprese sarde hanno programmato 15.290 assunzioni, ma hanno coperto solo 6.840 posizioni. La difficoltà di reperimento ha raggiunto il 55,3%, in crescita rispetto al 2024. Questo squilibrio genera un danno economico complessivo di 206 milioni di euro. La quota più pesante ricade proprio sulla Provincia di Cagliari, che da sola registra oltre 107 milioni di euro di perdite, più della metà del totale regionale.

Cagliari maglia nera per danni economici

Le imprese dell’area vasta di Cagliari pagano il prezzo più alto in termini di mancati ricavi, ritardi nelle consegne e commesse sfumate. Seguono Sassari con 70 milioni, Nuoro con 18 e Oristano con 10 milioni. Il dato cagliaritano evidenzia un problema strutturale che richiede interventi immediati su formazione, orientamento scolastico e politiche attive del lavoro.

Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna, lancia un messaggio chiaro: le aziende aumentano gli stipendi, introducono maggiore flessibilitĆ  oraria e rafforzano la collaborazione con scuole e istituti tecnici, ma questi sforzi non bastano. Le imprese chiedono un’alleanza concreta con le Istituzioni per costruire un sistema formativo moderno e realmente connesso ai fabbisogni produttivi.

Settori più colpiti nel territorio cagliaritano

Nel Cagliaritano risultano introvabili soprattutto muratori, elettricisti, meccanici, autisti di mezzi pesanti, ma anche figure legate alla transizione digitale come analisti software e tecnici programmatori. Le imprese faticano a reperire competenze anche nei mestieri tradizionali del sistema casa, con ricadute dirette sui cittadini che attendono mesi per interventi e ristrutturazioni.

Il 35,7% delle aziende denuncia la totale assenza di candidati, mentre il 18,9% segnala una preparazione non adeguata. L’etĆ  media dei lavoratori sale a 43 anni, cinque in più rispetto a vent’anni fa, e il 33,1% dei dipendenti supera i 50 anni. Il mancato ricambio generazionale riduce la capacitĆ  produttiva e rallenta l’innovazione.

Formazione tecnica e apprendistato come leva strategica

Quasi il 72% delle nuove assunzioni nelle micro e piccole imprese richiede un’istruzione tecnica o professionale. Le aziende del territorio cagliaritano chiedono di rilanciare istituti tecnici, ITS, percorsi STEM e soprattutto l’apprendistato duale. Due imprese su tre hanno giĆ  introdotto misure per attrarre personale qualificato: aumenti salariali (32,6%), flessibilitĆ  oraria (28,5%), maggiore autonomia e benefit.

La Provincia di Cagliari, il 55% delle imprese non trova lavoratori qualificati e questo dato impone una strategia di sistema. Senza un intervento strutturale su scuola, orientamento e politiche industriali, il territorio rischia di perdere competitivitĆ  e opportunitĆ  di crescita.

Formare oggi significa garantire continuitĆ  alle imprese domani. Il futuro economico del Cagliaritano dipende dalla capacitĆ  di colmare il divario tra competenze richieste e competenze disponibili. La formazione qualificata, fondamentale per la competitivitĆ  dell’intera economia dell’isola.

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