Cagliari, dolore tra gli autisti del Ctm: morto a 61 anni Ignazio Scalas
Un lutto improvviso, difficile da accettare, che lascia sgomenta un’intera comunità di lavoratori. Ignazio Scalas, 61 anni, tra gli autisti più conosciuti e stimati del Ctm di Cagliari, è morto nelle scorse ore a causa di un male rapido e implacabile. Originario di Quartu Sant’Elena, era a un passo dalla pensione, traguardo atteso dopo anni di servizio sulle strade della città e dell’hinterland.
Il ricordo dei colleghi
La notizia si è diffusa rapidamente tra i colleghi, lasciando un vuoto profondo. Nella sala autisti, luogo di ritrovo quotidiano fatto di scambi, battute e racconti di turni e percorsi, oggi domina il silenzio. Un silenzio carico di incredulità e dolore.
"Oggi in sala autisti c’è un silenzio assordante, nessuno ride, nessuno scherza. Si parla a bassa voce e si cerca di andare avanti", raccontano i colleghi, ancora scossi. Parole che restituiscono l’immagine di una perdita che va oltre il rapporto professionale, toccando corde umane profonde.
Una vita al volante
Ignazio Scalas era molto più di un semplice autista. Per tanti passeggeri era un volto familiare, una presenza rassicurante nelle giornate di routine. Sempre disponibile, attento, conosceva il suo lavoro nei dettagli e lo svolgeva con dedizione. Per i colleghi era un punto di riferimento, uno di quelli su cui si poteva sempre contare.
Dopo decenni di servizio, mancava poco al meritato riposo. La pensione era ormai vicina, un traguardo che avrebbe segnato l’inizio di una nuova fase della vita. Un futuro che purtroppo non ha fatto in tempo a vivere.
Le domande senza risposta
La scomparsa improvvisa ha acceso riflessioni amare tra chi lo conosceva. «Ti fai mille domande e ti chiedi se tutta questa vita abbia un senso, e di quanto viviamo giorno per giorno appesi a un filo», confidano ancora i colleghi. Pensieri che emergono con forza davanti a una perdita così repentina, capace di interrompere ogni certezza.
Eppure, nonostante il dolore, il lavoro continua. "Anche oggi mettiamo in moto e usciamo come sempre, perché anche tu avresti fatto così". Un gesto quotidiano che diventa omaggio silenzioso, un modo per ricordarlo restando fedeli a quel senso del dovere che lo ha sempre contraddistinto.
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Un’assenza che pesa
La sua mancanza si farà sentire a lungo, nei turni condivisi, nelle pause, nei piccoli rituali di ogni giorno. "Manchi tantissimo Ignazio", è il saluto semplice e diretto che arriva da chi ha lavorato al suo fianco.
Un addio che lascia il segno, non solo tra gli autisti del Ctm, ma anche tra i tanti cittadini che, magari senza conoscerlo davvero, hanno incrociato il suo sorriso almeno una volta salendo a bordo di un autobus.