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Cagliari, contratto Enel con la morta: “Attivato a nome di mia mamma, scomparsa da 3 anni”

Il folle caso che ha portato l’unico erede della donna a vivere le pene dell’inferno: “Reclamo respinto nonostante il certificato di morte”. Ecco com’è finita
Paolo Rapeanu

Contratto attivato a nome di una defunta di Cagliari, il caso che scuote l’attivazione digitale di Enel

Una fornitura elettrica sottoscritta tre anni dopo il decesso. Respinto il reclamo dell’erede nonostante il certificato di morte. L’intervento di Adiconsum Cagliari.

Non è una battuta né un errore di poco conto. È una vicenda reale che apre interrogativi pesanti sull’affidabilità dei sistemi di attivazione digitale. Protagonista del caso è Enel Energia, che avrebbe attivato un contratto “full digital” intestandolo a una persona deceduta nel 2018.

Il contratto, secondo quanto risulta, sarebbe stato sottoscritto nel 2021, tre anni dopo la morte dell’intestataria, un’anziana residente a Cagliari.

La scoperta e il reclamo

A far emergere la vicenda è stato l’erede della donna che, assistito da Adiconsum Cagliari, ha presentato formale reclamo allegando il certificato di morte. Un documento ufficiale che, in circostanze ordinarie, dovrebbe essere più che sufficiente a chiarire qualsiasi equivoco.

La risposta ricevuta, però, ha lasciato increduli. Il reclamo è stato respinto con la motivazione che l’adesione al contratto sarebbe avvenuta tramite link inviati via e-mail e SMS. In sostanza, secondo la procedura digitale, la sottoscrizione risultava valida.

Come se una persona deceduta potesse cliccare un link o firmare un contratto.

La richiesta del modulo per furto d’identità

Ma la vicenda non si è fermata qui. Per poter “andare avanti” con la pratica, il fornitore avrebbe richiesto la compilazione di un modulo di disconoscimento per furto d’identità.

Un passaggio che ha dell’assurdo: l’identità in questione apparteneva a una persona morta da anni.

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Le parole di Simone Girau, presidente di Adiconsum Cagliari

"Siamo di fronte a un paradosso burocratico inaccettabile", ha dichiarato il presidente di Adiconsum Cagliari, Simone Girau. "Qui non c’è un furto d’identità, ma una falla grave nei sistemi di verifica. Pretendere moduli standard in casi come questo significa perdere completamente il contatto con la realtà e con il rispetto delle persone".

Sistemi digitali sotto accusa

L’episodio solleva interrogativi che vanno oltre il singolo caso. Quanto sono davvero sicuri e controllati i sistemi di attivazione digitale? Quali verifiche vengono effettuate prima di rendere operativo un contratto?

E soprattutto: chi tutela cittadini ed eredi quando la burocrazia arriva a ignorare persino l’evidenza documentata di un decesso?

La vicenda, assicurano dall’associazione dei consumatori, non si chiude qui. La denuncia pubblica punta a riportare al centro dell’attenzione un principio fondamentale: il rispetto della dignità delle persone non può essere sacrificato sull’altare di procedure automatiche e standardizzate.

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