Selargius, ombre sull’assessore: per gli inquirenti che l’hanno arrestato Gigi Gessa ha una “elevata pericolosità”
“Elevata pericolosità dell’indagato” e un “quadro particolarmente allarmante”. Con queste espressioni la polizia descrive la posizione di Gigi Gessa, assessore ai Servizi Tecnologici del Comune di Selargius, arrestato nell’ambito dell’operazione Operazione Cavallo pazzo.
Pur risultando estraneo alle accuse di traffico e spaccio di stupefacenti, l’amministratore è al centro di un’inchiesta che delinea, secondo gli investigatori, una spirale crescente di minacce e violenze, in particolare nei confronti dell’ex compagna.
L’escalation contro l’ex compagna
Le indagini hanno documentato una sequenza di comportamenti persecutori culminati, stando alle accuse, nell’incendio dell’auto della donna.
Non solo: Gessa sarebbe coinvolto anche nel rogo di altri due veicoli a lei riconducibili. “La progressiva e grave escalation di violenza, sopraffazione, minacce e diffamazioni conferma l’elevata pericolosità dell’indagato”, spiegano gli investigatori.
L’assessore, sempre secondo la ricostruzione, non si sarebbe limitato a commissionare l’atto incendiario, ma avrebbe fornito indicazioni operative agli esecutori, prospettando perfino un furto o una rapina in abitazione ai danni della stessa vittima. Un quadro che gli inquirenti definiscono di particolare gravità.
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Pressioni e presunti abusi d’ufficio
La polizia parla di un “articolato e sistematico quadro di reati contro la Pubblica amministrazione”. Gessa, approfittando del proprio incarico istituzionale, avrebbe esercitato indebite pressioni su soggetti privati e orientato decisioni amministrative.
In un episodio, avrebbe intimidito i dirigenti di una società operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti, imponendo assunzioni e comportamenti non dovuti, con la minaccia di conseguenze economiche sfavorevoli. La società, tuttavia, avrebbe resistito alle pressioni, facendo emergere l’accaduto.
Risorse pubbliche e presunte tangenti Nel fascicolo compaiono anche “episodi reiterati di utilizzo illecito di risorse e servizi pubblici per fini personali”.
Gli investigatori parlano inoltre di condotte corruttive: l’assessore avrebbe ricevuto utilità economiche in cambio dell’omissione di atti dovuti e del mancato esercizio dei poteri di controllo.
In particolare, nell’ottobre 2024 la Squadra mobile avrebbe documentato il versamento di una tangente da mille euro da parte di un imprenditore, finalizzata – secondo l’accusa – a evitare contestazioni per presunte violazioni ambientali.
Un’inchiesta che ora dovrà passare al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre l’amministrazione cittadina si confronta con le pesanti ripercussioni politiche e istituzionali del caso. Il sindaco Gigi Concu, contattato da Cagliari News, ha fatto sapere che, al momento, non intende rilasciare nessuna dichiarazione.