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Rapine, spaccio di droga e mazzette a Selargius: 14 arresti, indagato l’assessore Gigi Gessa

La banda ha iniziato con la rapina a un ristoratore di Assemini, soldi più droga fatta girare anche a Cagliari: i dettagli
Paolo Rapeanu

Droga, tangenti e rapine: indagato un assessore a Selargius

La polizia ha eseguito un imponente blitz giudiziario che ha portato a 14 misure cautelari tra carcere, domiciliari e obblighi di firma. Tra gli indagati figura Luigi Gessa assessore comunale all’Igiene pubblica, accusato di presunti abusi di potere e violazioni della pubblica amministrazione. L’operazione nasce da una complessa indagine della Squadra Mobile coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Rapine e traffico di droga: la genesi dell’indagine

L’inchiesta parte da una rapina a mano armata avvenuta ad Assemini nell’agosto 2023. Un gruppo composto da quattro maggiorenni e un minorenne ha sottratto 60 mila euro e un ingente quantitativo di droga a un soggetto pregiudicato. La violenza e l’organizzazione del colpo hanno spinto la polizia a monitorare un’intera rete criminale operante nella zona metropolitana di Cagliari, Selargius, Quartu e Assemini.

Le indagini hanno evidenziato un sodalizio strutturato dedito allo spaccio di marijuana, hashish e cocaina, con promotori che coordinano acquisto, vendita e riscossione dei proventi illeciti, anche coinvolgendo minorenni. Selargius emerge come epicentro dello spaccio al minuto, documentato con sequestri di denaro e videoriprese.

Stalking e intimidazioni: il ruolo dell’ex amministratore

Secondo gli atti, Gessa ha posto in essere comportamenti intimidatori e persecutori nei confronti della propria ex compagna, culminati nell’incendio della sua auto e nella distruzione di altri veicoli. Gli investigatori sostengono che abbia fornito istruzioni per commettere un furto o una rapina in abitazione, episodio scongiurato grazie all’intervento tempestivo della Squadra Mobile.

Presunti abusi di potere nella Pubblica Amministrazione

Le investigazioni evidenziano un quadro grave di uso distorto della funzione pubblica. L’ex amministratore avrebbe imposto pressioni indebite su dirigenti e funzionari di una società di smaltimento rifiuti, minacciando ripercussioni economiche per ottenere assunzioni o condotte personali. Sono stati documentati episodi di corruttela, con utilità economiche in cambio dell’omissione di atti dovuti, come nel caso di mille euro ricevuti per non segnalare violazioni ambientali.

Gli atti descrivono una gestione pubblica piegata a interessi privati, con reiterazione delle condotte, spregio delle regole e sistematica violazione dei doveri d’ufficio. L’Autorità Giudiziaria ha valutato il quadro di particolare allarme sociale.

Misure cautelari e supporto operativo

In totale, gli investigatori hanno disposto 8 custodie cautelari in carcere, 5 domiciliari con braccialetto elettronico e l’obbligo di firma per un ulteriore indagato. L’operazione ha coinvolto polizia, Volanti, Commissariati di Quartu, Carbonia e Iglesias, Reparto Prevenzione Crimine, Reparto Volo e unità cinofile.

L’inchiesta prosegue per approfondire collegamenti tra traffici di droga, rapine e presunti abusi della funzione pubblica, nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza e in attesa dei provvedimenti giudiziari.

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