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Allevatori sardi più forti di lingua blu e dermatite, presenze record alle fiere bovine

Record di presenze alle fiere bovine, sorridono gli allevatori sardi dopo il “buio” di dermatite e lingua blu
Paolo Rapeanu

Allevamento sardo, la riscossa dopo le emergenze sanitarie

Dalle difficoltà sanitarie alla ribalta nazionale delle grandi fiere di settore. Il 2026 si apre come un anno di svolta per l’allevamento sardo, capace di trasformare mesi complessi in un’occasione di rilancio e crescita. Nonostante le criticità legate alla dermatite bovina e alla lingua blu, le aziende isolane dimostrano una solidità che si traduce oggi in una partecipazione record alle principali manifestazioni bovine e ovine, sia a livello regionale che nazionale.

Emergenze superate, settore in crescita

La dermatite bovina ha rappresentato una delle prove più difficili per il comparto, mettendo a dura prova allevatori e istituzioni. La risposta, però, è stata compatta e responsabile: aziende, servizi veterinari e associazioni di categoria hanno lavorato fianco a fianco per contenere la diffusione e limitare i danni. Un impegno condiviso che ha consentito di superare la fase più critica in tempi relativamente rapidi, senza compromettere la qualità delle produzioni.

Il ruolo delle organizzazioni

In questo percorso, decisivo è stato il contributo di Coldiretti Sardegna e Assonapa, impegnate nel sostenere le aziende e nel dialogo costante con le istituzioni. Le fiere diventano così il simbolo concreto di un lavoro quotidiano fatto di sacrifici e investimenti. I numeri raggiunti nel 2026 rappresentano infatti un traguardo storico, che testimonia la capacità del settore di guardare avanti nonostante le difficoltà.

Accanto al supporto tecnico, fondamentale è stata anche l’azione sindacale, che ha portato risultati importanti sia nella gestione dell’emergenza sia sul fronte dei ristori economici, indispensabili per accompagnare le aziende verso una nuova fase di stabilità.

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Giovani e qualità: la chiave del successo

Un elemento distintivo della crescita del comparto è rappresentato dal ricambio generazionale. Sempre più giovani allevatori stanno investendo nella selezione genetica e nella qualità degli allevamenti, contribuendo a elevare gli standard produttivi. Il lavoro sulla genealogia e sulla valorizzazione delle razze ha permesso alla Sardegna di conquistare un ruolo di primo piano nel panorama nazionale.

Oltre l’emergenza, la sfida del futuro

Se la fase più critica può dirsi superata, resta aperta la sfida delle malattie endemiche come la lingua blu. Il comparto chiede ora un cambio di passo: non più interventi emergenziali, ma strategie strutturali e continuative. Solo così sarà possibile garantire stabilità e crescita nel lungo periodo.

La forza dimostrata dagli allevatori sardi si riflette oggi in un sistema compatto, organizzato e competitivo. Le fiere del 2026 non sono solo una vetrina, ma il segnale concreto di un settore che, nonostante tutto, è pronto a dominare la scena.

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