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Emergenza a Carbonia, acqua non potabile con piombo e cloro a Cortoghiana

Il sindaco Morittu: “Stop all’uso alimentare”
Ennio Neri

Acqua non potabile a Cortoghiana: ordinanza del Comune

Il Comune di Carbonia interviene con un’ordinanza urgente dopo i risultati dei controlli sanitari sull’acqua distribuita nella frazione di Cortoghiana. Le analisi ufficiali segnalano valori fuori norma per alcuni parametri chimici e impongono un immediato cambio di abitudini per i residenti della zona interessata. L’amministrazione comunale punta a tutelare la salute pubblica e chiarisce fin da subito cosa i cittadini possono fare e cosa devono evitare.

I risultati delle analisi

I tecnici dell’ATS Sardegna e dell’ARPAS hanno prelevato campioni di acqua potabile nel punto di distribuzione di via Amedeo di Savoia n. 7. I laboratori hanno rilevato il superamento dei limiti consentiti per piombo, ferro e cloro libero, parametri regolati dal decreto legislativo del 2023. Questi valori impediscono l’uso dell’acqua per scopi alimentari e spingono il sindaco a firmare un provvedimento contingibile e urgente.

Cosa prevede l’ordinanza

L’ordinanza comunale vieta l’uso dell’acqua come bevanda e per la preparazione degli alimenti nella zona indicata. I residenti non possono quindi bere l’acqua del rubinetto né usarla per cucinare. Il Comune consente invece l’impiego dell’acqua per l’igiene personale e per la pulizia della casa, poiché i parametri riscontrati non compromettono questi utilizzi.

Le motivazioni del Comune

Il sindaco Pietro Morittu esercita i poteri attribuiti dalla normativa sugli enti locali e sulla tutela della salute pubblica. L’amministrazione comunale agisce per prevenire rischi sanitari e garantire una corretta informazione alla popolazione. La situazione rientra tra le emergenze che richiedono decisioni rapide e chiare, soprattutto in un servizio essenziale come l’acqua potabile.

Controlli e prossimi passi

Il Comune trasmette l’ordinanza a Prefettura, ATS, Abbanoa, forze dell’ordine e uffici competenti. Abbanoa avvia le verifiche tecniche sulla rete idrica per individuare le cause delle anomalie e ripristinare i parametri di legge. Le autorità sanitarie continueranno i monitoraggi fino al rientro dei valori nei limiti consentiti. Solo allora il Comune potrà revocare il divieto.

Diritti dei cittadini

I cittadini possono presentare ricorso al TAR Sardegna entro 60 giorni oppure ricorrere al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Nel frattempo, il Comune invita la popolazione a rispettare le indicazioni e a seguire solo comunicazioni ufficiali.

La vicenda dell’acqua non potabile a Cortoghiana richiama l’attenzione sull’importanza dei controlli e sulla trasparenza delle istituzioni locali, soprattutto quando la salute collettiva entra in gioco.

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