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Cagliari apre le braccia ai giovani di Gaza: “Siamo vivi e vogliamo studiare”, commozione a Elmas

Fuggono dalla guerra e vogliono ricostruire il proprio futuro attraverso l’istruzione universitaria in Sardegna
Ennio Neri

Studenti di Gaza a Cagliari: il progetto di accoglienza Unica

Il cuore di Cagliari si apre alla solidarietà internazionale con un gesto concreto di accoglienza accademica. Ieri notte, l’aeroporto di Elmas “Mario Mameli” ha ospitato un momento di profonda commozione per l’arrivo di otto giovani provenienti dalla Striscia di Gaza. Tre ragazzi e cinque ragazze, di età compresa tra i 19 e i 23 anni, hanno raggiunto la Sardegna dopo un lungo e faticoso viaggio. I nuovi iscritti dell’Università di Cagliari intendono proseguire gli studi interrotti dal conflitto per poter, un domani, sostenere le proprie famiglie e la propria terra.

L’accoglienza e i protagonisti dell’iniziativa

Ad attendere gli studenti sulla pista e nell’area arrivi c’era una delegazione composta dai rappresentanti dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina e dell’organizzazione Solidarietà Concreta ODV di Sanluri. Insieme a loro, Ihab Soliman, referente dei Servizi per studenti internazionali dell’ateneo cagliaritano, ha fornito il primo supporto logistico necessario. I giovani arrivano da zone duramente colpite dalle operazioni militari, tra cui Khan Yunis, Deir al-Balah e i campi profughi di Jabalia, Alshatii e al-Nuseirat. Nonostante la stanchezza evidente, i volti dei ragazzi hanno espresso gratitudine per la possibilità di vivere in una terra di pace.

Il significato storico e civile dell'arrivo

L'operazione di accoglienza non rappresenta solo un atto umanitario, ma si inserisce in un contesto storico di forte valore simbolico. Fawzi Ismail, presidente dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina, ha sottolineato come la maggior parte di questi giovani discenda dai profughi del 1948. La loro presenza in Sardegna coincide quasi perfettamente con la ricorrenza del 15 maggio, una data centrale per l'identità palestinese. L'obiettivo dell'ateneo e delle associazioni coinvolte mira a offrire a questi "sopravvissuti" un ambiente sereno dove il diritto allo studio torni a essere una priorità quotidiana, lontano dal rumore delle esplosioni.

Il percorso accademico presso l'Università di Cagliari

Nei prossimi mesi, gli otto studenti frequenteranno diversi corsi di laurea, beneficiando dei programmi di supporto dedicati ai rifugiati e agli studenti provenienti da zone di crisi. L'Università di Cagliari conferma così il suo ruolo di istituzione aperta e inclusiva, capace di tessere reti di cooperazione internazionale. L'integrazione passerà attraverso l'apprendimento della lingua italiana e l'inserimento nelle case dello studente, dove i giovani palestinesi potranno interagire con i colleghi sardi e internazionali. La comunità accademica ha già manifestato grande entusiasmo, preparandosi a supportare i nuovi compagni nel recupero degli esami e nella frequenza delle lezioni.

Sardegna terra di pace e opportunità

L'arrivo degli studenti di Gaza a Cagliari trasforma l'isola in un ponte di speranza nel Mediterraneo. Le associazioni di volontariato, come la Solidarietà Concreta ODV, seguiranno i ragazzi anche per le necessità primarie, garantendo che il loro soggiorno sia dignitoso e privo di ulteriori preoccupazioni economiche. La felicità espressa dai giovani all'arrivo dimostra quanto l'istruzione rappresenti lo strumento principale per la ricostruzione di un popolo. La Sardegna, con la sua tradizione di ospitalità, si prepara dunque a scrivere una pagina di storia fatta di libri, esami e amicizia, dimostrando che la cultura non conosce confini né barriere.

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