La crisi delle cure oncologiche in Sardegna raggiunge un punto di rottura preoccupante, al centro della polemica finisce la gestione della radioterapia del Businco di Cagliari, il principale polo oncologico dell’isola.
I ritardi nell’erogazione delle prestazioni salvavita stanno superando i limiti della tollerabilità medica. Il consigliere regionale FdI Alessandro Sorgia ha depositato un’interrogazione urgente per accendere i riflettori su una situazione che nega, nei fatti, il diritto alla salute.
Il paradosso dei macchinari spenti e la carenza di personale
La denuncia descrive una realtà paradossale: l'ospedale dispone di tecnologie all'avanguardia che però restano inutilizzate per gran parte della giornata. La radioterapia Businco Cagliari potrebbe funzionare a pieno regime anche nelle fasce serali, ma la cronica mancanza di tecnici e medici specialistici blocca l'estensione dei turni. Nonostante le promesse della Giunta, il progetto per l'attivazione dei turni pomeridiani e notturni rimane fermo al palo. Gli operatori sanitari attualmente in servizio affrontano carichi di lavoro massacranti, ma senza nuove assunzioni risulta impossibile coprire l'intero arco delle 24 ore, lasciando i macchinari spenti proprio mentre le liste d'attesa esplodono.
Pazienti oncologici a rischio recidiva e costi insostenibili
Il fattore tempo gioca un ruolo decisivo nella lotta contro il cancro, specialmente per il carcinoma mammario. I protocolli scientifici impongono l'inizio del trattamento radioterapico entro otto settimane dall'intervento chirurgico o un mese dopo la chemioterapia. Il superamento di questi termini aumenta sensibilmente il rischio di recidive, trasformando il ritardo burocratico in un pericolo clinico reale. Molte donne sarde, davanti all'impossibilità di ricevere cure tempestive a Cagliari, scelgono la strada dell'esilio sanitario. I viaggi verso strutture della penisola, come i grandi ospedali di Roma, comportano costi economici devastanti e traumi psicologici per pazienti già duramente colpite dalla malattia.
Le richieste alla Giunta regionale e il piano di sblocco
Attraverso l'atto ispettivo numero 430/A, Sorgia chiede risposte immediate al Presidente della Regione e all'Assessore della Sanità. Il documento esige chiarezza sulle ragioni che impediscono l'integrazione del personale necessario per far funzionare il reparto a tempo pieno. La richiesta principale riguarda il ripristino istantaneo dei turni serali per abbattere i tempi di attesa e permettere ai pazienti di conciliare le terapie con la propria attività lavorativa. Il consigliere sollecita inoltre un cronoprogramma certo per le assunzioni, sottolineando che la dignità dei malati sardi non può attendere i tempi lunghi della politica.
Un presidio di salute da difendere per l'intera Sardegna
La situazione della radioterapia Businco Cagliari rappresenta lo specchio delle difficoltà che attraversa l'intero sistema sanitario regionale. Difendere l'efficienza dell'ospedale oncologico significa garantire una speranza di guarigione a chiunque riceva una diagnosi infausta nell'isola. L'opinione pubblica e le associazioni dei pazienti seguono con attenzione l'evolversi della vicenda, sperando che lo sblocco dei turni e l'arrivo di nuove forze mediche pongano fine a una stagione di disagi inaccettabili. La salute dei cittadini, conclude la denuncia, resta un bene non negoziabile che richiede interventi finanziari e organizzativi immediati.