
Ci sono serate che sfuggono alle definizioni semplici.
Non basta chiamarle presentazioni, incontri culturali o eventi letterari. Alcuni appuntamenti riescono infatti a creare un’atmosfera propria, quasi sospesa, in cui le storie sembrano uscire dalle pagine per abitare i luoghi.

È accaduto il 6 maggio alle ore 18:30 al Sant’Efis Hotel di Pula, protagonista di “Arte e Libri”, la serata dedicata al romanzo “La cena delle anime” di Maria Laura Berlinguer.
Ad accogliere gli ospiti, con l’eleganza discreta di chi concepisce l’ospitalità come esperienza culturale prima ancora che ricettiva, la padrona di casa Anna Marras, che ha voluto trasformare il Sant’Efis in uno spazio aperto all’incontro tra arte, parole e territorio.
In un giardino attraversato dalla luce morbida del tramonto, il pubblico ha preso parte a una conversazione intensa e mai formale, guidata da Claudia Rabellino Becce, che ha accompagnato l’autrice in un dialogo fatto di memoria, identità, radici e silenzi.
Il romanzo di Maria Laura Berlinguer si muove infatti in quella dimensione sottile in cui la Sardegna non è semplice ambientazione, ma presenza viva, emotiva, quasi ancestrale. E proprio questa atmosfera ha trovato un naturale contrappunto nelle opere di Rita Caredda, esposte durante la serata.

Particolarmente suggestive le sue lune: magnetiche, misteriose, materiche. Opere capaci di evocare una dimensione sospesa tra sogno e memoria, perfettamente in sintonia con le atmosfere del libro. Superfici dense, quasi da attraversare con lo sguardo, che hanno trasformato l’esposizione in un’esperienza emotiva oltre che visiva.
Più che un semplice incontro tra arte e letteratura, la serata si è rivelata un dialogo tra linguaggi diversi ma profondamente affini: parola scritta, immagine, luce, emozione.
E forse è proprio questa la cifra più autentica di “Arte e Libri”: creare uno spazio in cui la cultura smette di essere rito e torna a essere esperienza condivisa.