Omicidio Leonardo Mocci a Monserrato: tre arresti per il delitto di piazza Settimio Severo
Svolta decisiva nelle indagini sullāomicidio di Leonardo Mocci, il giovane originario di Villacidro freddato con un colpo di pistola al petto nella notte tra mercoledƬ 22 e giovedƬ 23 aprile a Monserrato. I Carabinieri del Nucleo Investigativo Provinciale hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Cagliari su richiesta della Procura.
I provvedimenti restrittivi colpiscono tre giovanissimi residenti nell’hinterland cagliaritano, ponendo un punto fermo su una vicenda che ha scosso profondamente le comunitĆ di Monserrato e Villacidro.
I nomi dei fermati e le accuse
Le manette sono scattate all’alba per i fratelli Gianmarco e Filippo Tunis, rispettivamente di 23 e 19 anni, residenti nel quartiere cagliaritano di Pirri, e per Daniel Campus, ventiduenne di Quartu Sant’Elena. I tre sono rinchiusi nel carcere di Uta.
L'inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Enrico Lussu e Diana Lecca, ipotizza a vario titolo i reati di omicidio e rapina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto non sarebbe stato un atto isolato, ma il tragico epilogo di un tentativo di rapina finito nel sangue nel cuore di piazza Settimio Severo a Monserrato.
La dinamica della notte di sangue
Il delitto si ĆØ consumato in pochi istanti. Leonardo Mocci si trovava nella piazza quando ĆØ stato raggiunto dal colpo di arma da fuoco che non gli ha lasciato scampo. Nonostante i soccorsi immediati, la gravitĆ della ferita al torace ne ha causato il decesso quasi istantaneo.
Sin dalle prime ore successive all'evento, i militari dell'Arma hanno setacciato l'area alla ricerca di telecamere di videosorveglianza e testimonianze. Gli accertamenti tecnici e l'analisi dei tabulati telefonici avrebbero permesso di stringere il cerchio attorno ai due fratelli di Pirri e al complice quartese, ricostruendo i loro spostamenti quella notte.
Il contesto e le indagini della Procura
L'attivitĆ investigativa, condotta con estremo riserbo dal Nucleo Investigativo Provinciale, si ĆØ concentrata sul movente della rapina. Resta da chiarire se l'incontro tra la vittima e i suoi presunti aggressori fosse casuale o se ci fosse un appuntamento pregresso degenerato in tragedia.
Il GIP ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, considerando l'estrema gravitĆ dei fatti e il rischio di inquinamento probatorio o reiterazione del reato. Nelle prossime ore si terranno gli interrogatori di garanzia, durante i quali i tre indagati avranno la possibilitĆ di fornire la propria versione dei fatti davanti ai magistrati.