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Dalle spalle dei fedeli al pick-up, tradizione del viaggio rispettata: Sant’Efisio da Cagliari a Nora

I petali in via Roma, le sirene, l’abbraccio “protetto” di fedeli, autorità e turisti. L’edizione 370 azzoppata dal virus va avanti senza intoppi
La Redazione


Sant’Efisio 2026 la fede corre sul pick-up, il pellegrinaggio da Cagliari a Nora sfida l’emergenza

Tra petali di rose e sirene spiegate, la 370esima edizione della Festa supera le restrizioni del virus bovino: Sant’Efisio in viaggio da Cagliari a Nora

Sant’Efisio in viaggio da Cagliari a Nora. Il profumo intenso della “ramadura” in via Roma a Cagliari, il suono lacerante delle sirene delle navi in porto e quel silenzio vibrante di commozione che accompagna il passaggio del simulacro. La 370esima edizione della Festa di Sant’Efisio non è stata una celebrazione qualunque: è stata la prova di quanto una tradizione possa piegarsi senza mai spezzarsi. Nonostante le pesanti restrizioni imposte dall’epidemia di virus bovino, che ha svuotato le strade dai maestosi gioghi di buoi, il Martire Guerriero ha raggiunto Nora, trasformando un imprevisto logistico in un nuovo capitolo di devozione collettiva.

Un addio senza buoi: il passaggio al pick-up

La vera sfida di quest’anno è stata l’assenza della componente più iconica della sfilata: i grandi buoi dalle corna ornate di fiori. L’emergenza sanitaria veterinaria ha imposto un cambio di programma radicale, ma non per questo meno sentito. Sant’Efisio ha lasciato Cagliari non sulla tradizionale carrozza trainata con lentezza ancestrale, ma sulle spalle dei fedeli prima e a bordo di un pick-up istituzionale poi.

Questa scelta, sebbene "azzoppata" dalla necessità, ha permesso al pellegrinaggio di procedere senza intoppi cronometrici, garantendo la sicurezza del bestiame e il rispetto delle norme vigenti. La vista del simulacro sul mezzo motorizzato ha inizialmente colto di sorpresa i puristi, ma l'entusiasmo della folla ha rapidamente dissipato ogni scetticismo: il Santo non è il mezzo con cui viaggia, ma il legame che stringe con il suo popolo.

Via Roma e l’abbraccio della folla: turisti e autorità in festa

Il momento clou a Cagliari ha ricalcato la magia di sempre. Il tappeto di petali colorati – la tradizionale ramadura – ha ricoperto l’asfalto di via Roma, offrendo un colpo d’occhio mozzafiato alle migliaia di turisti accorsi da ogni parte del mondo. In prima fila, le autorità civili e religiose hanno guidato un abbraccio "protetto" ma caloroso, segnato da una partecipazione che sembrava voler compensare, con la voce e con il cuore, il vuoto lasciato dai carri trainati.

Le sirene delle navi attraccate al molo hanno salutato l'uscita del Santo dalla città con un fragore che ha mescolato sacro e profano, modernità e storia. È stato il segnale del via libera verso il viaggio nel sud Sardegna, una marcia verso Nora che ha mantenuto intatto il suo valore spirituale.

Verso Nora: la tradizione che non si ferma

Il pellegrinaggio verso il luogo del martirio proseguirà lungo le tappe canoniche, con soste brevi e intense nei comuni lungo la strada. La macchina organizzativa ha dimostrato una resilienza d'acciaio: gestire la 370esima edizione con un'emergenza sanitaria in corso non era scontato, ma la fede dei sardi si è confermata più forte di qualsiasi virus.

Sant’Efisio arriverà a Nora circondato dall’affetto dei pellegrini a piedi, che non hanno rinunciato a scortare il protettore della Sardegna. Questo 2026 verrà ricordato come l’anno della flessibilità: una festa che ha saputo rinunciare ai suoi simboli rurali più cari per preservare l’essenza stessa del voto. Il Santo ha viaggiato "veloce", ma il cuore della Sardegna è rimasto lì, passo dopo passo, accanto a lui.

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