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Tensione a Cagliari: antifascisti in piazza per sfidare il raduno “neofascista”

I movimenti militanti annunciano una dura mobilitazione contro il raduno nella piazzetta dedicata a Ramelli
Ennio Neri

Protesta degli antifascisti per il raduno in piazza Ramelli: tensione a Cagliari

La cittĆ  di Cagliari si prepara a una giornata di alta tensione politica. A pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, il clima nel capoluogo sardo si scalda nuovamente a causa della protesta indetta dai movimenti antifascisti. Al centro della contesa si trova la piazzetta dedicata a Sergio Ramelli, luogo che ogni anno ospita il raduno dei gruppi della destra radicale. Gli attivisti di sinistra definiscono questo evento come l’ennesima provocazione autorizzata dalle autoritĆ  e chiamano la cittadinanza alla mobilitazione generale per il pomeriggio del 29 aprile.

La polemica sulla piazzetta voluta da Truzzu

Il luogo della discordia nasce da una scelta politica dell’ex sindaco Paolo Truzzu, che decise di intitolare quello spazio pubblico alla memoria del giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso negli anni di piombo. Gli antifascisti cagliaritani considerano quella piazza un simbolo di propaganda neofascista e criticano duramente la decisione della Questura di Cagliari di permettere il ritrovo dei “nostalgici del ventennio”. Secondo i promotori della contromanifestazione, la cittĆ  non deve diventare un covo di ritrovo per ideologie autoritarie, specialmente in un momento storico segnato da forti tensioni sociali.

Il rifiuto delle misure di sicurezza e della militarizzazione

Il comunicato degli antifascisti punta il dito anche contro la gestione dell’ordine pubblico nel capoluogo. I militanti denunciano una continua tendenza alla militarizzazione del centro urbano, citando l’istituzione di “zone rosse” e altre misure securitarie che limitano il diritto al dissenso. Gli organizzatori affermano di non temere la repressione o le minacce e dichiarano guerra a quella che definiscono “tendenza sbirresca” di controllo del territorio. Per i movimenti di lotta sociale, scendere in piazza il 29 aprile rappresenta un dovere morale per contrastare il tentativo di normalizzare la presenza dell’estrema destra nel tessuto cittadino.

L'antifascismo come pratica di conflitto nel presente

Gli organizzatori della protesta chiariscono che l'antifascismo non deve ridursi a una semplice ricorrenza storica da festeggiare una volta l'anno. Il loro appello invoca azioni nette e pratiche conflittuali capaci di togliere spazio ai "fascistoidi moderni". La visione proposta dai militanti prevede una resistenza attiva e situata nel presente, che sappia rispondere colpo su colpo a ogni tentativo di propaganda nera. La nota si chiude con un invito perentorio: l’appuntamento per tutti i sostenitori della causa ĆØ fissato per il 29 aprile alle ore 18, in una piazza che promette di diventare il fulcro di un aspro confronto ideologico.

Una cittĆ  divisa tra memoria e scontro sociale

La tensione che attraversa le strade di Cagliari riflette una spaccatura profonda che riguarda la memoria storica e la gestione degli spazi pubblici. Da una parte i gruppi che rivendicano il diritto alla memoria dei propri caduti, dall'altra chi vede in queste commemorazioni un ritorno pericoloso del passato. Le forze dell'ordine monitorano con estrema attenzione l'evolversi della situazione, temendo che il contatto tra le due fazioni possa degenerare in scontri fisici. Il centro cittadino vivrĆ  dunque ore di massima allerta, con un imponente schieramento di agenti pronto a presidiare i punti sensibili del quartiere.

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