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Puzza insopportabile tra Sarroch, Pula e Capoterra: “Valori altissimi di toluene, aria irrespirabile”

Un solvente industriale avrebbe invaso i tre Comuni, ennesimo sos degli abitanti: “Pronti a ingrossare l’esposto per inquinamento”
Paolo Rapeanu

Puzza record tra Sarroch, Pula e Capoterra: scatta l’integrazione all’esposto per inquinamento dell’aria

Nuovi picchi di toluene e aria irrespirabile scuotono il territorio, puzza insopportabile tra Sarroch, Pula e Capoterra. Mentre il Comitato avvia azioni legali e offre assistenza gratuita, cresce il malcontento per il silenzio delle istituzioni locali.

La questione ambientale nel polo industriale del Sud Sardegna segna un nuovo, preoccupante capitolo. Non si parla più di un disagio circoscritto, ma di un fenomeno di miasmi intensi che ha superato i confini di Sarroch per colpire duramente anche i centri abitati di Capoterra e Pula. L’episodio registrato oggi non è che l’ultimo di una serie di eventi che confermano una criticità strutturale nella qualità dell’aria dell’intero territorio.

Un’emergenza che scavalca i confini comunali

Il fenomeno registrato nelle ultime ore ha assunto una dimensione territoriale vasta. Numerosi cittadini hanno segnalato un’aria pesante e non salubre, caratterizzata da un odore dolciastro persistente. Ciò che un tempo veniva liquidato come un fastidio locale oggi si manifesta come una problematica diffusa, favorita anche dalle condizioni meteorologiche di bassa pressione e ventilazione che hanno agito da nastro trasportatore per gli inquinanti.

La dispersione dei fumi e delle esalazioni industriali su un raggio d'azione così ampio dimostra che il quadro di criticità non può più essere considerato episodico. Le segnalazioni documentate a Sarroch, Capoterra e Pula tracciano una mappa del disagio che mette in allerta l'intera comunità.

I dati tecnici: toluene e composti aromatici oltre la soglia

A dare sostanza alle lamentele dei residenti sono le rilevazioni auto-prodotte dal Comitato, che forniscono un'istantanea tecnica dell'accaduto. I monitoraggi hanno evidenziato:

  • Picchi significativi di composti aromatici, con una particolare concentrazione di toluene.
  • Valori che hanno raggiunto i 6–7 ppb (ovvero circa 20–25 µg/m³).
  • Un andamento caratterizzato da incrementi improvvisi e ripetuti, tipico delle emissioni di origine industriale.

"Questi dati risultano pienamente coerenti con le percezioni sensoriali della popolazione. La compatibilità tra il toluene e l'odore dolciastro avvertito dai cittadini rafforza l'ipotesi di emissioni provenienti dal comparto industriale locale".

Il nodo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

L'evento odierno non avviene nel vuoto normativo, ma si inserisce in un momento delicatissimo: il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della raffineria. Il Comitato sottolinea come permangano gravi dubbi sulla gestione delle emissioni diffuse (VOC), sulla tracciabilità degli eventi emissivi e sull'efficacia complessiva dei sistemi di controllo.

Secondo quanto riportato, la situazione attuale solleva interrogativi sulla conformità alle migliori tecniche disponibili (BAT) applicabili a livello europeo. Il cuore della protesta riguarda proprio la capacità delle autorità di monitorare e prevenire tali picchi, che mettono a dura prova la salute pubblica e la qualità della vita.

Battaglia legale: l'integrazione all'esposto dell'11 aprile

Davanti al perdurare di questa situazione, la risposta legale è stata immediata. Il Comitato ha annunciato di aver già predisposto un'integrazione all'esposto/denuncia presentato lo scorso 11 aprile. Questo nuovo atto formale mira a documentare l'estensione territoriale del fenomeno e la ripetitività degli eventi, fornendo agli inquirenti ulteriori elementi per valutare eventuali responsabilità penali o civili.

L'obbiettivo è duplice: da un lato, ottenere chiarezza sulle cause tecniche delle emissioni; dall'altro, spingere per un intervento istituzionale che garantisca la trasparenza e la tutela del territorio.

LEGGI ANCHE: Puzza insopportabile a Pula, allarme dei cittadini: “Picchi di benzene e toluene nell’aria”

Il silenzio delle autorità e la reazione popolare

Uno degli aspetti che sta generando più tensione è quello che il Comitato definisce "il perdurante silenzio del sindaco di Sarroch". In qualità di massima autorità sanitaria locale, il primo cittadino non avrebbe assunto, ad oggi, alcuna iniziativa pubblica né attivato canali di comunicazione straordinari per informare o rassicurare la cittadinanza sulla gestione dell'emergenza.

A fronte di questo vuoto istituzionale, si registra una forte mobilitazione spontanea. Molti cittadini hanno avviato autonomamente una raccolta firme per chiedere interventi immediati. Sebbene l'iniziativa non sia promossa direttamente dal Comitato, quest'ultimo ha invitato i promotori a consegnare formalmente i moduli una volta conclusa la raccolta, per valutare la loro integrazione negli atti legali già depositati.

Assistenza legale gratuita per i cittadini colpiti

Per supportare concretamente la popolazione, il Comitato ha attivato un servizio di assistenza legale gratuita. L'invito è rivolto a chiunque abbia percepito i miasmi, accusato malesseri fisici o ritenga di aver subito un danno dalla situazione attuale. Le segnalazioni e le richieste di supporto possono essere inviate via email all'indirizzo: [email protected].

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