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Sanità a Cagliari, rinascono il Binaghi e il Marino: diventano ospedali di comunità

Saranno strutture intermedie: dovranno alleggerire i reparti per acuti e gestire il post-ricovero
Ennio Neri

Ospedali di comunità, a Cagliari il Binaghi e il Marino: il nuovo piano

La sanità cagliaritana cambia volto puntando sulla prossimità e sul recupero di strutture storiche. La Giunta regionale, guidata dalla Presidente Alessandra Todde, ha approvato l’aggiornamento della programmazione per gli Ospedali di comunità, identificando nel capoluogo sardo due poli fondamentali: l’ospedale Binaghi e l’ospedale Marino. L’obiettivo è chiaro: trasformare questi presidi in strutture intermedie capaci di accogliere i pazienti in fase post-acuta, evitando che restino impropriamente nei reparti d’urgenza.

Il nuovo ruolo del Binaghi e del Marino nel sistema PNRR

Il piano si inserisce nella Missione 6 del PNRR e risponde alle direttive del DM 77 per il riassetto dell’assistenza territoriale. A Cagliari, la scelta di riconvertire o potenziare spazi all’interno del Binaghi e del Marino rappresenta una mossa strategica per non disperdere il patrimonio edilizio sanitario esistente. Queste strutture non saranno più semplici ospedali, ma veri e propri ponti tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a casa. Qui i cittadini troveranno assistenza infermieristica e medica per patologie croniche o per la riabilitazione post-intervento, garantendo cure di alta qualità in un ambiente meno congestionato rispetto ai grandi ospedali per acuti come il Brotzu o il Policlinico.

Decongestionare i Pronto Soccorso con le "Discharge Room"

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla delibera riguarda l'attivazione delle discharge room (moduli dedicati alle dimissioni) nelle principali aziende ospedaliere della città. Queste stanze serviranno a gestire meglio il flusso dei pazienti in uscita, riducendo i tempi di attesa nei reparti e, di riflesso, liberando posti letto più velocemente per chi attende in barella nei Pronto Soccorso. La strategia punta a superare i target minimi nazionali, arrivando a una dotazione di 0,3 posti letto ogni mille abitanti. Una misura necessaria per rispondere all'alto indice di invecchiamento della popolazione cagliaritana.

Una rete territoriale che abbraccia anche Muravera e Isili

Sebbene il cuore del provvedimento si concentri sulla città metropolitana, la programmazione della ASL di Cagliari si estende anche ai centri più distanti. Oltre ai presidi cittadini, il piano prevede il rafforzamento dell'assistenza intermedia anche a Muravera e Isili, assicurando una copertura omogenea in tutto il sud Sardegna. Questo sistema integrato lavorerà in sinergia con le Case della comunità e le Centrali Operative Territoriali (COT), creando un percorso di cura fluido che non lasci mai solo il paziente dopo le dimissioni.

La visione della Presidente Alessandra Todde

«Rafforziamo in modo concreto la sanità di prossimità», ha dichiarato la Presidente Todde, che detiene l'interim della Sanità. Secondo la governatrice, gli ospedali di comunità sono il tassello mancante per garantire la continuità assistenziale. Il provvedimento, che ora passerà al vaglio della Commissione consiliare competente per il parere definitivo, punta a migliorare l'appropriatezza dei percorsi di cura. Per i residenti a Cagliari, questo significa poter contare su strutture d'eccellenza vicine a casa, riducendo lo stress dei trasferimenti e garantendo una presa in carico globale e umana.

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