Sanità alle corde in Sardegna, la mossa della Todde per ridurre il sovraffollamento nei pronto soccorso
Un piano per ridurre il sovraffollamento nei pronto soccorso dell’Isola Tra novità gestione posti letto, unità di crisi e riduzione boarding
La Regione ha dato il via libera al nuovo piano di indirizzi per la gestione del sovraffollamento nei reparti di emergenza-urgenza e dei flussi di ricovero.
Si tratta di una strategia organica che punta a trasformare l’efficienza ospedaliera attraverso una regia centralizzata, l’uso della tecnologia e una migliore integrazione con i servizi territoriali.
Unità di crisi e gestione dell'emergenza Una delle principali innovazioni è l'istituzione delle Unità di crisi aziendali per il sovraffollamento (UCrAS). Queste strutture non saranno permanenti nel senso tradizionale, ma si attiveranno tempestivamente al superamento di determinati "trigger", ovvero indicatori di pressione che segnalano una criticità imminente.
Le UCrAS avranno il potere di adottare misure straordinarie, come il rinforzo del personale in servizio e la rimodulazione delle attività ordinarie,.
Una mossa per garantire che il sistema non vada in blocco durante i picchi influenzali o i grandi afflussi stagionali.
La cabina di regia del Bed Management
Per risolvere il problema alla radice, il piano introduce la figura del Bed Management come centro nevralgico dell'ospedale. Supportata da strumenti informatici avanzati, questa funzione avrà il compito di governare in tempo reale la disponibilità dei posti letto e i ricoveri urgenti. Il Bed Management coordinerà in modo stringente le dimissioni e i trasferimenti, ottimizzando ogni spazio disponibile. L'obbiettivo dichiarato è la riduzione del boarding, ovvero quel fenomeno che vede i pazienti sostare per ore o giorni in barella all'interno del Pronto Soccorso in attesa di un posto letto in reparto, un collo di bottiglia che compromette la qualità e la sicurezza delle cure.
Percorsi veloci e filtri sul territorio
Il piano non agisce solo all'interno dell'ospedale, ma cerca di intercettare i pazienti prima che intasino le linee di emergenza. Sono previsti i Fast Track (percorsi rapidi) e ambulatori dedicati ai casi a bassa complessità, pensati per gestire i cosiddetti "accessi impropri". Per chi è clinicamente stabile ma non ancora dimissibile, verranno attivate le holding polispecialistiche. Un ruolo chiave dal potenziamento della continuità ospedale-territorio attraverso le Centrali operative territoriali (Cot), ospedali di comunità e percorsi Pass per pazienti con bisogni speciali.
Investimenti sul personale e addio ai gettonisti
Questa riforma strutturale si poggia su basi economiche e contrattuali già tracciate. Il piano fa seguito allo stanziamento di oltre 25 milioni di euro per il triennio 2023-2025, fondi destinati a premiare con indennità specifiche il personale che lavora in prima linea nei Pronto Soccorso. Parallelamente, prosegue la sfida per eliminare la figura dei medici gettonisti: l'obiettivo è completare la transizione entro giugno, sostituendo le esternalizzazioni con personale strutturato e assunto tramite concorso.
Spetta ora alle singole Aziende sanitarie il compito di tradurre queste linee guida in piani aziendali operativi.