Nuovi occhi sul passato, il ciclo di conferenze a Cagliari
Aprile 11

Terzo appuntamento, sabato 11 a Cagliari, con Nuovi occhi sul passato, il ciclo di conferenze organizzato dal GAK – Gruppo Archeologico Karalitano in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università, per Leggere l’archeologia tra scienza, memoria e paesaggio, come recita il sottotitolo dell’iniziativa. Dopo le relazioni del mese scorso di Anna Dessì su “La donna in età romana” (il 14 marzo) e di Ornella Fonzo dedicata invece allo studio dei reperti ossei animali per la comprensione delle società del passato (il 21), è ora il turno di Giannetta Murru Corriga, che condurrà il pubblico dentro la storia dell’arte femminile della pasta in Sardegna: si comincia alle 10:30, come sempre alla Cittadella dei Musei (piazza Arsenale, 1).
Già professore associato di Etnologia e Antropologia culturale presso l’Università di Cagliari, Giannetta Murru Corriga ha pubblicato studi su etnicismi e cultura popolare, oltre che su diversi aspetti della vita tradizionale dei Sardi (caccia, lavoro contadino, nomadismo e sedentarizzazione pastorale, ruoli e attività delle donne, antroponimia e parentela). Ha inoltre progettato e coordinato l’allestimento di mostre e musei etnografici. “La donna, il sardezillo e l’ovra de pasta: una lunga storia“ si intitola la conferenza che terrà sabato mattina e che presenta così: «Nel tracciare momenti significativi della secolare storia delle paste alimentari dei Sardi, si vuol far emergere dal silenzio un’attività artigianale delle donne per secoli voce importante, ma sottaciuta, del commercio coloniale isolano. Una storia intrinsecamente legata alla lunga durata dei saperi empirici femminili e ad un lavoro quotidianamente scandito dal lento girare della macina domestica e del suo paziente asinello. Simbiosi che per secoli ha prodotto l’eccellenza di pani e paste “alla sardesca”, oggi rappresentativi dell’alimentazione italiana e della “dieta mediterranea”.»
Dopo Giannetta Murru Corriga, Nuovi occhi sul passato proseguirà il 24 aprile con la geologa Rita Melis che parlerà di “Sguardi sul Mesolitico: gruppi umani e paesaggi in trasformazione a S’Omu e S’Orku (Arbus) 9000 anni fa”; il ciclo si chiuderà nel mese di maggio con gli ultimi tre inc0ntri: il 9 Flavia Zedda ripercorrerà la storia millenaria di Fordongianus; il 16 Elisa Crabu illustrerà come le scienze matematiche possano offrire nuove chiavi di lettura per le Domus de Janas; il 23, infine, Francesco Serra chiuderà la rassegna con un approfondimento sulle pratiche funerarie nella Sardegna romana.