Cagliari celebra il cuore della Pasqua con uno dei riti più suggestivi e amati della tradizione sarda: la cerimonia de S’Incontru. Questa mattina, le campane della chiesa di Sant’Anna hanno rotto il silenzio del quartiere storico di Stampace, dando il via a una coreografia di fede che affonda le radici nei secoli. Il cuore pulsante dell’evento si è spostato nel corso Vittorio Emanuele II, trasformato per l’occasione in una navata a cielo aperto dove migliaia di fedeli e turisti hanno atteso il momento culminante della Resurrezione. La regia della parrocchia di Sant’Anna ha coordinato un meccanismo perfetto, capace di fondere devozione popolare e rigore liturgico.
Le statue e i protagonisti
Due distinti cortei hanno attraversato le strade del quartiere prima di confluire nel grande viale pedonale. L’Arciconfraternita del Gonfalone di Sant’Efisio ha scortato la statua di Gesù Risorto, avvolto in vesti candide e splendenti. Dall’altra parte, la Congregazione Mariana degli Artieri ha portato in spalla il simulacro della Madonna, ancora velata di nero in segno di lutto. La presenza di queste due storiche istituzioni cagliaritane sottolinea il legame indissolubile tra le antiche maestranze e la città. Gli Artieri hanno sostenuto il peso della Vergine con un passo cadenzato che ha rapito lo sguardo dei presenti.
L’inchino
Il momento più atteso si è consumato esattamente al centro del Corso. Quando i due simulacri si sono trovati l’uno di fronte all’altro, la folla ha trattenuto il fiato. I portatori hanno eseguito i tre inchini rituali, un movimento coordinato che simboleggia il riconoscimento e il saluto tra madre e figlio. In un istante carico di emozione, i membri della Congregazione degli Artieri hanno rimosso il velo nero dal capo della Madonna, rivelando l’abito festoso e la corona dorata. Questo gesto segna simbolicamente la fine del dolore del Venerdì Santo e l’inizio della gioia pasquale, accolto da un applauso scrosciante che ha riempito l’intera via.
Fede e tradizione identitaria
S’Incontru a Cagliari non è soltanto una manifestazione religiosa, ma un vero pilastro dell'identità cittadina. La partecipazione dell’Arciconfraternita del Gonfalone, custode del culto del Martire Guerriero Efisio, conferisce al rito una solennità particolare. Dopo l'incontro, le due processioni si sono unite in un unico, festante corteo per rientrare verso la chiesa collegiata di Sant'Anna, dove è stata celebrata la Messa solenne. Tra il profumo dell'incenso e i petali di rosa lanciati dai balconi, Cagliari ha confermato ancora una volta la sua capacità di custodire tradizioni che, nonostante il passare del tempo, mantengono intatta la loro forza spirituale e sociale.