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Guerra in Iran, mete esotiche ko: per l’estate vola il turismo in Sardegna

Fuori gioco Sharm el Sheik e Maldive, Cagliari e resto dell’Isola al top delle vacanze estive. Fausto Mura: “Tutto esaurito a luglio e agosto in molti hotel, perfetto dopo una Pasqua sottotono”
Paolo Rapeanu

Turismo, Cagliari e Sardegna si scoprono “rifugio sicuro”: tra tensioni in Iran e boom estivo

Un mix di geopolitica, prudenza e speranza. Il turismo a Cagliari e in Sardegna si prepara a una stagione dai due volti: se la Pasqua soffre il calendario e il meteo incerto, l’estate 2026 promette numeri da record, spinta paradossalmente anche dalla delicata situazione internazionale. A tracciare il bilancio ĆØ Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna, che analizza le dinamiche di un settore in costante mutamento.

L’effetto geopolitico: Cagliari e Sardegna vendono sicurezza

Mentre i venti di guerra in Medio Oriente e le tensioni in Iran mettono fuori gioco le mete esotiche, Cagliari e la Sardegna riemergono come porti sicui nel cuore del Mediterraneo. “Oggi si vende anche sicurezza”, spiega Mura. L’instabilitĆ  di alcune rotte internazionali sta spingendo i viaggiatori a preferire destinazioni domestiche e stabili.

Il risultato ĆØ un’estate che corre giĆ  verso il sold-out: per luglio e agosto gli alberghi hanno giĆ  fatto il pieno di prenotazioni. Tuttavia, resta l’incognita della flessibilitĆ : “Oggigiorno solo il 15% delle prenotazioni sono non rimborsabili”, avverte il presidente. Una cautela necessaria per il turista: se dovesse succedere qualcosa di grave a livello internazionale, le disdette potrebbero colpire anche capoluogo e l’Isola.

Pasqua sottotono: colpa del calendario e del meteo

Se l'estate vola, la Pasqua non brilla. Il motivo ĆØ puramente tecnico e meteorologico: "La Pasqua quest'anno ĆØ bassa e la primavera non ĆØ ancora sbocciata", sottolinea Mura. Questo ha condizionato la psicologia del turista, portando a un avvio stagionale cauto.

Attualmente, circa il 30% delle strutture costiere ha deciso di posticipare l’apertura, aspettando temperature più miti. Mentre le strutture cittadine (aperte tutto l'anno) e quelle suburbane reggono il colpo, il turismo propriamente costiero entrerĆ  a pieno regime solo a maggio. Per queste festivitĆ , il tasso di occupazione ricettiva si attesta tra il 30% e il 40%, diviso tra alberghi urbani e le strutture "campestri" scelte da chi cerca il relax pasquale.

Il cambio della guardia tra italiani e stranieri

Un dato interessante emerge dall'analisi dei flussi: per Pasqua sono gli italiani a farla da padroni. Lo confermano i collegamenti aerei, con una netta prevalenza di voli nazionali rispetto a quelli internazionali.

In estate, però, lo scenario si ribalterà completamente. Come da tradizione, l'alta stagione vedrà una predominanza di turisti stranieri, pronti a invadere le coste sarde, confermando l'Isola come una delle mete più ambite del mercato globale, capace di trasformare la propria percezione di "capoluogo e isola-fortezza" in un vantaggio competitivo in un mondo sempre più incerto.

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